College Football: Il Meglio di Week 10 (Recap e Considerazioni)
Vanderbilt (9) esce sconfitta dalla sfida contro Texas (20) per 34 a 31. Non basta, ai Commodores, il recupero finale di 21 punti per riprendere una partita che i Longhorns avevano dominato per i primi 3 quarti di gioco.
Arch Manning sforna una delle sue migliori partite fatte, fin qui, al College, chiudendo con 328 yard lanciate e 3 TD Pass. Manning, già portato in trionfo dai media americani, ha avuto vita facile grazie alla scarsa pass rush della difesa di Vanderbilt che non è mai riuscita a mettergli pressione.
Pressione che invece è stata soffocante per Diego Pavia (ben 6 sack subiti), ma nonostante ciò la sua prestazione alla fine è stata straordinaria chiudendo con 365 yard lanciate, 3 TD Pass, 45 yard e 1 TD su corsa. Come detto la partita è stata un dominio di Texas per gran parte del match, solo nel finale il ritorno dei Commodores, ha riacceso le speranze. Peccato che alla fine l’onside kick che era quasi riuscito non sia stato ricoperto, in campo, da Vandy, altrimenti forse avremmo assistito ad un comeback clamoroso.
Visto che siamo vicini al primo Ranking della commissione del College Football Playoff, forse questo finale in rimonta di Vanderbilt potrebbe attenuare la loro discesa nel ranking visto che alla fine perdono solo di 3 punti, fuori casa, contro Texas.
Se Vanderbilt sia una squadra da playoff non è facile definirlo, visto che il loro potenziale offensivo dipende quasi al 100% dalla capacità che la propria OL ha di proteggere Pavia. Se il loro QB può partire in scramble diventa micidiale, anche perché la difesa avversaria deve comunque stare attenta anche sui pass, soprattutto verso il talentuoso TE Eli Stowers.
La difesa dei Commodores deve però aiutare maggiormente e non può concedere così tanto, ovvero 347 yard in poco più di 2 quarti.
La rimonta finale è parsa più causa di una conservativa gestione dell’Head Coach di Texas, Steve Sarkisian, che di un vero cambio di passo di Vanderbilt.
Texas con questa vittoria si riprende la possibilità di rientrare in lotta per un posto ai playoff e alla fine restano ancora speranze per accedere alla finale di Conference, anche se non sono così alte.
Il match tra Oklahoma (18) at Tennessee (14) era una sorta di sfida da “dentro o fuori” per le ambizioni di entrambe le Università. Alla fine la spunta Oklahoma, per 33 a 27.
I Volunteers pagano pesantemente la brutta giornata del QB Aguilar, autore di 2 intercetti ed un fumble.
3 errori dai quali i Sooners sono stati bravi a guadagnare ben 13 punti, grazie a 2 FG dopo gli intercetti e al fumble ritornato per 71 yard dal DL R Mason Thomas.
Detto questo non è solo colpa del QB Aguilar, se Tennessee ha perso. I Volunteers hanno dimostrato di non avere un running game capace di aiutare il proprio QB, togliendogli pressione. Inoltre la difesa ha sì limitato Matter nei lanci, ma non ha saputo arginarlo nei suoi scramble che alla fine hanno prodotto ben 80 yard e 1 TD.
Oklahoma con questo successo si rilancia e dopo le sconfitte contro Texas e Ole Miss ritrova una bella vittoria esterna. Il merito va sia alla loro difesa capace di creare turnovers, sia al loro running game, e forse soprattutto al decisivo ed infallibile Kicker Tate Sandell. Per Sandell 4 Field Goal messi a segno 3 dei quali da oltre 50 yard.
Georgia (5) continua a vincere, ma senza convincere. Contro Florida arriva il successo per 24 a 20 e come contro Auburn e Ole Miss è stata necessaria una rimonta finale.
Certo le vittorie dei Bulldogs sono ciò che conta, per la lotta alla SEC e ad un posto nei playoff, ma l’impressione è di un team che non ha il talento per dominare certe sfide. Il calendario da qui alla fine non è impossibile, e li vedrà impegnati contro Texas (in casa) e Georgia Tech al Mercedes-Benz Stadium. Quindi è probabile il loro posto ai playoff, ma non so se il loro cammino sarà così lungo.
Contro Florida hanno rischiato più del dovuto e forse con un’altra gestione da parte dei Gators del 4° down, quando si trovavano avanti per 20 a 17, forse l’esito finale sarebbe stato diverso.
Che i Bulldogs non abbiano una difesa al top, come invece ci hanno abituato negli anni passati, lo sapevamo, ma onestamente sono già troppe le partite in cui riescono ad uscire vincenti più per demeriti avversari che veri meriti propri.
Miami (10) è ormai in caduta libera. Dopo la sconfitta contro Louisville ecco che ne arriva un’altra contro SMU per 26 a 20 agli Overtime.
Carson Beck è tornato il QB inaffidabile visto già a Georgia e anche sabato ha lanciato 2 TD e altrettanti intercetti.
Quello che ritorna maggiormente, nelle stagioni degli Hurricanes, è il periodo buio che vive sempre a novembre da quando c’è Mario Christobal. Per l’HC di Miami il record è 4 vittorie e 11 sconfitte da Novembre in poi, troppe per essere una coincidenza.
Va detto che il punto di svolta dell’incontro arriva a 1 minuto dal termine quando, su un 4° e 9, il DL di Miami, Marquise Lightfoot, commette una Unnecessary Roughness verso il QB di SMU a gioco fermo. Un errore da cui arriverà il FG del pari e il conseguente Overtime.
Per SMU è festa grande, con invasione di campo annessa, perché era dal 1974 che i Mustangs non battevano, in casa, una squadra Top 10 del ranking.
Le altre in breve…
Georgia Tech (8) perde a sorpresa contro NC State per 48 a 36 e si complica la vita in una ACC che sembrava ormai avere in pugno.
Altra prova di forza per Indiana (2) che batte Maryland per 55 a 10. Ormai sempre più vicina la finale della Big Ten contro Ohio State, che oltre al titolo di Conference potrebbe mettere in palio anche il primato nel ranking.
Ohio State (1) supera abbastanza agevolmente Penn State per 38 a 14. Il QB Sayin lancia 4 TD Pass e i ricevitori Tate e Smith collezionano oltre 100 yard e 2 TD per entrambi.
Per il posto ai playoff riservato alle squadre di Group of 5, oltre a Memphis, nella lotta si inserisce anche North Texas che batte Navy per 31 a 17. Oltre a loro nella contesa restano James Madison e USF, con Tulane che abbandona le speranze dopo la sconfitta contro UTSA.
✍️Fabio Bertini - L’intercetto.it
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