NFL: Top e Flop del Wild Card Round e Considerazioni
Finalmente i Playoffs NFL! 6 partite, tantissime emozioni e tante performance memorabili...a modo proprio. Ecco un top e/o un flop per ognuno dei matchup di questo primo turno di post-season!
Los Angeles Rams at Carolina Panthers (34-31)
TOP: la perfezione dell’attacco dei Rams in clutch time
Dopo tre quarti e mezzo in cui i Rams non si sono comportati da squadra nettamente favorita (e il merito va assolutamente a degli instancabili Panthers), nel drive decisivo l’attacco di LA ha dimostrato perché, in effetti, erano considerati tali. Sotto 31-27 e con due minuti e mezzo per confezionare 6+1 punti, Stafford e compagni hanno cavalcato tutto il campo con azioni pulite e ben costruite, tanto da far sembrare il touchdown decisivo di Colby Parkinson l’esito più naturale del mondo per la partita. Nessun tentativo di corsa, bensì 7 passaggi, di cui uno solo incompleto verso Davante Adams, e il gioco è fatto. La vera arma dei Rams è proprio questa: nei momenti decisivi, sanno di poter contare su tanti giocatori dal grande impatto. Così è stato e così sarà al Divisional.
Green Bay Packers at Chicago Bears (27-31)
FLOP: Le solite debolezze dei Packers
L’eterno ritorno dell’eguale, vero Nietzsche? In termini footballistici, gli stessi errori di Green Bay da 2, 5, forse 10 anni a questa parte: incapacità di reggere la pressione nei momenti finali delle partite, playcalling insufficiente nel clutch time (e non solo) e special team da incubo. Tutto ciò è valsa una rimonta pazzesca dei Bears nei confronti dei più che acerrimi rivali di Division, come testimoniano anche la presunzione di coach Ben Johnson nei confronti del collega Matt LaFleur durante la stretta di mano e il suo discorso nello spogliatoio a fine partita. Il risultato è sempre quello, qualcosa che ferisce dei tifosi ormai troppo delusi e abituati per considerare questa sconfitta una sorpresa. Green Bay sparisce nella seconda parte della partita, gli special team non entrano nemmeno in campo (non solo Brandon McManus, che sbaglia qualunque cosa) e nei drive finali la difesa concede un facile touchdown per poi lasciare il posto a un attacco ben lontano dal capitalizzare i 7 punti cercati. Ma davvero, prendete un anno recente casuale e vedrete che, mischiando tutti questi fattori, il risultato non cambia: sono questi problemi a danneggiare costantemente GB, ormai da troppo tempo. Ovviamente Bisaccia, coach dello special team, verrà cacciato, ma siamo sicuri che la possibile conferma di Matt LaFleur in sideline sia una mossa giusta e soprattutto sana per il futuro? Personalmente, se già prima avevo più di qualche dubbio…ecco, non chiedetemelo in queste settimane.
Buffalo Bills at Jacksonville Jaguars (27-24)
FLOP: le occasioni sprecate da Jacksonville
Odio parlare inglese quando non necessario, ma in questo caso la locuzione giusta è proprio “Jaguars fall short”: perdono per poco, pochissimo, addirittura per pochi centimetri, visto che sono stati quelli a negare a Trevor Lawrence la conquista del primo down a poche yard dalla end zone nel primo tempo durante una corsa nel quarto down. Le misure punitive si sono poi riviste al loro ultimo snap offensivo, dove lo stesso Lawrence è stato intercettato da Cole Bishop dopo che il lancio era stato deviato dal veterano Tre’Davious White. Jacksonville conclude così un’ottima stagione, del tutto inaspettata, anche se le tante chance avute per battere Buffalo ci sono state eccome: accanto ad esse, arriveranno grandi rimpianti.
San Francisco 49ers at Philadelphia Eagles (23-19)
TOP&FLOP: Demarcus Robinson & la solita inaffidabilitĂ di (questa) Philly
No Kittle, costretto purtroppo ad abbandonare campo e stagione a causa della rottura del tendine d’Achille? No problem: a vincerla per San Francisco è soprattutto Demarcus Robinson, che trova la prima partita da almeno 100 yard in stagione proprio nell’occasione più importante. Assieme a lui un attacco che fatica, ma riesce comunque a brillare in certi casi, come nella trick play che ha permesso a Jauan Jennings di lanciare un touchdown a Christian McCaffrey. Dall’altro lato, però, occorre sottolineare ancora una volta come tutto l’organico di Philadelphia abbia deluso, non rispettando le aspettative che normalmente si associano a una squadra che alcuni mesi prima arriva in fondo. E la sensazione si respirava da un po’, non è stato un lampo improvviso. Basta vedere anche il linguaggio del corpo di alcuni protagonisti per capire che il clima non era dei migliori, come dimostra lo screzio in sideline avuto tra coach Sirianni e ancora una volta un brutto AJ Brown dopo un passaggio incompleto. Per quel che è stata e per quel che era, visto che praticamente tutti i protagonisti del titolo sono rimasti, si poteva assolutamente sperare in un risultato e in un atteggiamento migliore.
Los Angeles Chargers at New England Patriots (3-13)
TOP: le difese di entrambe le formazioni
Nella partita forse meno spettacolare delle 6 che abbiamo visto, Patriots e Chargers hanno potuto fare affidamento a due reparti difensivi di ottimo impatto. LA ha messo Maye&Co. forse più in difficoltà del previsto, lasciandoli a soli 13 punti a fine gara. NE ha però risposto con lo stesso tono, negando il touchdown ai Chargers grazie a un bell’intervento di Christian Gonzales sul 4th and goal nel primo tempo e controllando bene il gioco per il resto della partita, complice ovviamente una offensive line dei Chargers davvero inadatta per questi livelli. I Pats dovranno vedersela con un difesa ancor più pericolosa come quella degli Houston Texans, di cui parliamo proprio ora in chiusura.
Houston Texans at Pittsburgh Steelers (30-6)
TOP: come sempre, la difesa dei Texans
Diversi avversari, diverse OL, stesso risultato: Pittsburgh viene sonoramente eliminata al Wild Card Round, ancora una volta, dopo uno scontro letale contro una delle migliori e più aggressive difese della Lega. Poco importa l’entusiasmo degli Steelers dopo la gara vinta al cardiopalma una settimana fa: Houston i morali li spezza a colazione, e l’ha fatto non solo con 4 sack, 12 QB hit e…sì, 2 touchdown derivanti da un fumble e da un intercetto di un brutto Aaron Rodgers (come tutti i compagni, d’altronde). AR12 si è inoltre dovuto affidare troppo spesso a lanci molto profondi per provare a scavalcare le coperture difensive, oltre che a soluzioni non troppo efficienti sul corto, con Kenneth Gainwell limitato a sole 21 yard in ricezione. Così, Houston può far male a molte, se non a tutte, a partire dai New England Patriots, il loro prossimo avversario al Divisional.
✍️Alessandro Di Marzo per L’intercetto.it
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