NFL: Opinioni Non Richieste - Mike Tomlin

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Tutti hanno detto la loro su Tomlin e forse alcuni nemmeno hanno visto Tomlin e gli Steelers nei suoi primi 10 anni. Sì, un po’ come chi parlava di Belichick senza aver assistito ai primi 3 Super Bowl vinti con i Patriots. Quindi dirò la mia, come sempre, un po’ controcorrente.
Premessa iniziale, se Mike Tomlin ha deciso che era l’ora di chiudere con gli Steelers non sarà certo io a dire che non era arrivato il momento. Quindi non discuto se il suo ciclo era finito o se andava finito prima oppure avesse ancora altro da dare.
Quello che voglio dire, invece, è riportare un po’ di numeri e dati (a mio avviso oggettivi) sulla sua avventura lunga 19 anni a Pittsburgh.

Iniziamo dal Principio. Tanti adesso citano il Super Bowl XLIII vinto nel 2009 (stagione 2008) come un’eredità lasciata a Tomlin dal precedente Coach Bill Cowher che aveva trionfato tre anni prima nel Super Bowl XL.
È vero che l’ossatura della squadra era grosso modo quella di Coach Cowher, ma la cosa che più di ogni altro ha fatto sì che Tomlin partisse con il piede giusto nella sua avventura agli Steelers non è stato avere “la squadra” di Cowher, ma l’aver tenuto come Defensive Coordinator Dick LeBeau, vera mente (eccezionale) della difesa degli Steelers.
Detto questo la svolta decisiva alla partita fu data da James Harrison con l’intercetto ritornato per 100 yard a fine del secondo quarto, quando Kurt Warner stava cercando il TD del sorpasso dei Cardinals. James Harrison era già al roster dei Pittsburgh, ma divenne titolare solo con Mike Tomlin. Discorso simile per Santonio Holmes MVP del Super Bowl vinto da Tomlin che con lui esplose veramente, visto che nel 2006 spesso fu criticato per i numerosi Fumble.
Questo per dire che di Cowher era rimasta l’ossatura, ma la vera continuazione era il DC Dick LeBeau e le star del Super Bowl XLIII avevano poco da spartire con il roster della precedente gestione.

Nonostante questo Tomlin all’epoca era tutt’altro che ben visto dall’ambiente della NFL e anche una mezza stagione storta sarebbe stata pagata molto cara.
Perché? Perché era nero. Tomlin era solamente il decimo HC di colore, che fino a quel momento avesse guidato una franchigia NFL. Tant’è che in molti attribuirono, all’epoca, il suo ingaggio al “programma” denominato Rooney Rule. Regola introdotta anche con il fondamentale supporto del proprietario degli Steelers (da qui il nome) Dan Rooney. La regola prevedeva che ogni franchigia che avesse indetto interviste per un ruolo di Coach dovesse contattare almeno un allenatore di una minoranza etnica. Fu poi, in seguito, smentito dallo stesso Dan Rooney che Mike Tomlin fosse stato contattato per adempiere alla Rooney Rule, visto che per quello era già stato intervistato un altro allenatore di colore.
Insomma tutto questo per chiarire anche il periodo storico che mal vedeva allenatori neri. Quando di allenatori di colore, con una certa rilevanza, c’erano solo Lovie Smith (Bears) e Tony Dungy (Colts).

Quindi prendete o fate prendere una squadra da Super Bowl e si guarda in quanti, 3 anni dopo, riescono a vincere di nuovo perché la squadra è la stessa.
Altra considerazione, dopo altri 2 anni tornate nuovamente al Super Bowl come fece Tomlin nel 2011, poi perso contro i Packers della stella nascente Aaron Rodgers e con gente del calibro di Clay Matthews, Greg Jennings e un certo Charles Woodson.
Si ma poi? Poi c’è andato vicino (al Super Bowl) nel 2017, perdendo il Championship contro i Patriots, giusto una piccola dinastia con cui ha dovuto fare i conti nella sua epoca.
È ma dopo le ha perse tutte… ai playoff! Vero, ma se escludiamo le stagioni 2017 e 2020, ha poi perso contro Chiefs, Bills e Ravens fuori casa. Insomma non 3 squadrette da poco. Ci può stare, o no?
Record sempre positivi, mai una stagione negativa nella AFC North. Vi sembra poco? Non si parla della South, NFC o AFC fate voi.

Ma insomma dove caxxo vuoi arrivare? Voglio arrivare a dire che stiamo parlando di un Signor Coach e non di un co…ne! Lo sapete? Non sembra, perché tutti a parlare delle 7 partite perse ai playoff consecutive, come se ogni anno a vincere il Super Bowl fossero in 20. Una squadra vince e 31 perdono ogni anno. Come e dove perdi fa poca differenza. Quindi spero per tifosi degli Steelers (io non lo sono) di averli 19 anni con 1 Super Bowl vinto, 1 Super Bowl perso, un Championship AFC perso (e 2 vinti) e 201 vittorie e 122 sconfitte, nella AFC North e nell’era tra Patriots e Chiefs (sempre AFC).

Per concludere, si parla spesso di bandiere, di Uomini legati ad una maglia, ad una città e poi non si accettano anni senza vincere (come altre 30) e soprattutto non si sa rendere merito e dare il giusto omaggio a chi ha reso grandi per quasi 20 anni gli Steelers.

Ciao Mike Tomlin, ti seguirò nella prossima avventura da Head Coach, di quelli veri e non di quelli che giocano 4° down sulle proprie 30 e passano per dei geni…

✍️Fabio Bertini - L’intercetto.it
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