College Football Playoff: Preview National Championship - Miami vs Indiana

Sono passati quasi 5 mesi dal primo snap della stagione, con il match a Dublino tra Iowa State e Kansas State e dopo quasi 20 settimane di football giocato, siamo arrivati alla conclusione di questa spettacolare (e controversa) stagione di College Football.

A inizio anno i pronostici davano come favoriti i “soliti sospetti” ovvero squadre come Texas, Ohio State, Georgia e Alabama, eppure col passare delle settimane nel radar di tutti gli esperti apparivano prepotentemente due underdog che, passo dopo passo, sono emerse dal gruppo e affrontando difficoltà (soprattutto una delle due finaliste) sono arrivate a giocarsi il trofeo più importante della stagione.

Nella notte tra lunedì e martedì all’Hard Rock Stadium di Miami, gli Indiana Hoosiers e i Miami Hurricanes si sfideranno per aggiudicarsi il “College Football Playoff National Championship Trophy”. Per Indiana si tratterebbe del primo titolo nazionale nella lunga storia dell’ateneo, mentre per Miami si tratterebbe di un ritorno al top del football universitario dopo la vittoria del 2001.

I percorsi per le due squadre, come detto in precedenza, sono stati molto diversi. Indiana dopo un inizio in cui è stata abbastanza ignorata dal Poll dell’Associated Press, ha scalato la classifica fino a diventare una presenza fissa nella top 3, guadagnandosi infine la prima posizione con la vittoria nel Championship Game di BIG 10 contro Ohio State.

Miami invece ha seguito un percorso quasi inverso: partita come una delle squadre piĂą in forma del campionato (complice anche la vittoria contro Notre Dame), ha visto la sua posizione nel ranking calare da metĂ  stagione in avanti (a seguito della sconfitta contro SMU), per poi essere salvata dal CFP Committee, che ha preferito gli Hurricanes a Notre Dame, scatenando non poche polemiche, come abbiamo avuto modo di raccontare nelle scorse settimane.
Oltre a un incredibile ritorno nelle zone nobili del College Football, per Miami questo match per il titolo casalingo rappresenta la prima volta in cui una squadra con la testa di serie numero 10 si trova a ospitare nel proprio stadio la finale del campionato (al pari del Super Bowl 2021 di Tampa Bay, con i Buccaneers che divennero i primi a giocare per il Lombardi Trophy nel proprio stadio).

Passiamo però a quanto ci ha raccontato il campo in queste settimane sulle due contendenti a questo titolo.
Indiana ha letteralmente dominato la competizione, sfornando settimana dopo settimana risultati che sembrano usciti da un videogioco quando si imposta la difficoltĂ  degli avversari al minimo.
Tralasciando la polemica scoppiata negli ultimi giorni sul fatto che gli Hoosiers siano riusciti a mettere le mani sulle riprese degli allenamenti degli avversari e a “rubare i loro segnali” (ovvero interpretare i messaggi nascosti nei cartelli mostrati dalle sideline ai giocatori prima dello snap), Indiana ha fatto della solidità e della concretezza il suo punto di forza.
In attacco non corrono rischi inutili e Fernando Mendoza riesce sempre a trovare la soluzione migliore (che nelle ultime settimane molto spesso si è chiamata Charlie Becker) e difensivamente non lasciano troppo spazio agli avversari, fermando sul nascere ogni azione (quasi come se conoscessero veramente in anticipo le intenzioni degli avversari).
Una menzione d’onore va fatta a Fernando Mendoza, che in meno di 12 mesi ha ribaltato completamente la sua carriera: è passato dall’essere una delle tante giovani promesse che si vedono nel ruolo di quarterback al rappresentare lo standard della stagione, con la vittoria dell’Heisman e con la probabile scelta numero 1 al draft (sempre ammesso che il front office dei Raiders non si lasci abbindolare in qualche trade strana o non decida di virare su altri profili).
Tutto questo è stato possibile grazie al lavoro del vero fautore di questa crescita di Indiana, Curt Cignetti che in due anni ha completamente rivoluzionato la squadra (grazie al transfer portal e alle nuove regole di NIL) e creato un mindset vincente, sfruttando la grinta e la voglia di rivalsa di un gruppo di 3-star recruit, che quindi sono stati “snobbati” dalle grandi scuole, ma hanno contribuito a far entrare Indiana in quella lista.

La storia di Miami invece è completamente differente. Gli Hurricanes in questi ultimi anni sono stati una “nobile decaduta” e hanno faticato molto a riportarsi in una posizione in cui ci si aspetta di vedere una squadra 5 volte campione.
Durante la gestione di Mario Cristobal gli Hurricanes hanno iniziato una lenta risalita e i primi segnali del potenziale di Miami si sono visti nella scorsa stagione, quando Cam Ward ha lanciato per 39 touchdown e chiuso la stagione con un completion rate del 67%, prima di venire selezionato dai Tennessee Titans con la scelta numero 1 allo scorso draft.
Le premesse quindi c’erano tutte, ma l’arrivo di Carson Beck aveva spiazzato molti tifosi ed esperti, convinti che l’ex quarterback di Georgia si fosse trasferito solo per la ricca offerta della NIL. L’inizio di stagione di Beck però ha subito convinto i suoi detrattori e Miami lottando e facendo la voce grossa in difesa sembrava essere tornata ai suoi gloriosi fasti.
La sconfitta con SMU ha un po’ rallentato la marcia degli Hurricanes, ma in questi playoff i ragazzi di coach Cristobal hanno dimostrato perché hanno meritato il posto in questi playoff.
L’attacco è trainato dal trio delle meraviglie Mark Fletcher JR, Malachi Toney e CJ Daniels, che sono letteralmente esplosi in queste ultime partite, diventando il peggior incubo delle difese avversarie.
E proprio parlando di difese va citata quella degli Hurricanes che è stata la chiave di questi playoff, anche se nella sfida contro Ole Miss è apparsa un po’ titubante dopo l’espulsione per targeting di Xavier Lucas, che sarà costretto a vedere dalla sideline il primo tempo della partita.
Miami dovrà quindi essere in grado di resistere difensivamente per la prima mezz’ora contro una squadra che non sembra avere debolezze, mentre in attacco dovrà saper trovare le giuste occasioni per scatenare il trio Toney-Fletcher-Daniels, contando che Carson Beck finora ha lanciato sempre meno di 200 yard a partita.

Sarà una grande sfida tra due squadre che hanno dimostrato quanto possa essere imprevedibile il college football e che indipendentemente dal risultato finale meriteranno comunque una menzione d’onore nei libri di storia di questo sport.

Il kickoff è previsto per le 01:30 e anche quest’atto conclusivo della stagione sarà visibile gratuitamente su DAZN.

✍️Loris Perego per L’intercetto.it
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