NFL: Analisi e Spunti dal Divisional Round

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Come spesso accade al Divisional Round dei Playoffs NFL, anche quest’anno abbiamo assistito a delle partite spettacolari che non hanno deluso nessuno. Immergiamoci dunque nell'analisi delle 4 sfide finora più calde della stagione!

Buffalo Bills at Denver Broncos 30-33
Diciamolo anche questa settimana, dai: partita dell’anno. E visto che non è arrivata in Regular Season, forse è anche più facile crederci. Alla fine è Denver a spuntarla e a tornare al Championship dopo 10 anni, stagione in cui avevano poi vinto il Super Bowl. Dopo una partita infinita, mille sorpassi e mille cambi di ritmo, un field goal di Matt Prater da 50 yard consegna l’overtime ai Bills… ed è subito drama: Buffalo ha una grande chance di segnare dopo aver lasciato a secco Denver, e un lancio difficile di Josh Allen viene ricevuto da Brandin Cooks, che tocca terra e vede poi la palla essere rubata da Ja’Quan McMillan. Tra la tranquillità generale, la chiamata arbitrale lascia però tutti sgomenti: interception. Rivedendola, e comprendendo bene che in ogni caso la decisione avrebbe fatto discutere, personalmente mi sembra una decisione corretta. Quel che è certo è che ha deciso indubbiamente una buona parte dell’esito della partita.

Dopo che nessuna delle due squadre è riuscita a segnare punti, quindi, Denver è tornata in possesso della palla, con Buffalo che ha decisamente aiutato i padroni di casa ad avvicinarsi verso il field goal range grazie a ben due difensive pass interference di Taron Johnson e Tre’Davious White (poi impazzito subito dopo la chiamata, con tanto di urla e casco scaraventato via), che hanno permesso ai Broncos di ripartire da 8 yard di distanza dalla end zone; da qui, Denver ha facilmente calciato con Will Lutz.
Subito prima, però, la beffa arriva per Denver: nell’inginocchiarsi e lasciare spazio allo special team, Bo Nix (279 yard, 3 TD, 1 INT) si fa male: pur uscendo apparentemente tranquillo, l’esito è terribile: rottura della caviglia e stagione ovviamente finita. Adesso, a condurre l’attacco bianco-arancio, ci sarà Jarrett Stidham, che ha giocato quattro partite da titolare nei suoi sei anni di NFL, vincendone una. Ovviamente sarà la sua prima ai Playoffs…ecco, in questo caso dire l’occasione della vita sarebbe quasi riduttivo.

X FACTORS: le penalità di Buffalo nel finale, la controversa chiamata arbitrale sull’intercetto di McMillan, l’infortunio di Bo Nix

San Francisco 49ers at Seattle Seahawks 6-41
Pronti, via: dopo una manciata di secondi Rashid Shaheed segna un touchdown che già da solo sarebbe sufficiente a superare i punti dei 49ers di tutta la partita. Ed è così che inizia lo show dei Seahawks, trascinati anche da un pubblico di casa caldissimo: nonostante un Sam Darnold in condizioni fisiche non invidiabili, come era risaputo da qualche giorno, Seattle ha facilmente trovato alternative, a partire da un perfetto Kenneth Walker, autore di ben 3 touchdown e con 116 yard corse. Quel che dovrebbe far preoccupare tutte le altre squadre rimaste, in ogni caso, è che i Seahawks sembrano avere soluzioni infinite e, di conseguenza, non contestabili: anche in una giornata dove il passing game si riduce all’osso (Darnold, nonostante tutto, chiude con 124 yard e 12 completi su 17, prima di riposarsi nell’ultimo quarto), la squadra ha dominato in lungo e in largo a partire dalla prima azione della partita.
Il tutto è merito anche di una difesa straordinaria, che ha reso la vita complicatissima a Brock Purdy (15/27, 140 yard, 1 intercetto), spesso costretto a correre per evitare incompleti o intercetti, e a tutto il reparto corse, con Christian McCaffrey che ha addirittura chiuso con meno yard corse rispetto al suo caro quarterback.

Se da una parte Seattle è apparsa a tratti davvero ingiocabile, dall’altra i ragazzi di Kyle Shanahan non hanno potuto contare su tutte le stelle (e non solo) nel momento più importante della stagione: l’assenza di George Kittle, che ha sofferto la rottura del tendine d’Achille la scorsa settimana contro Philadelphia, si è vista molto nitidamente. Anche lo stesso CMC non era al meglio, così come il WR Ricky Pearsall, tenuto a 0 yard in ricezione; visto il risultato, infine, SF non si pentirà di aver tenuto a riposo anche Fred Warner, fuori ormai da week 6 per la frattura di una caviglia, ma propenso a provare a giocare nel corso della settimana.

X FACTORS: la solita difesa di Seattle e le loro opzioni offensive infinite, gli infortuni di San Francisco.

Houston Texans at New England Patriots 16-28
Nella gara forse meno spettacolare del Divisional, più per merito delle altre che per demerito di questa, i Patriots incantano il pubblico di casa vincendo una gara di guerriglia molto più equilibrata di quanti alcuni potessero pensare. A complicare tutto per tutti è in primis il meteo proibitivo, con freddo e nevischio che hanno condizionato il gioco di entrambe le squadre. Non è però una scusa per gli sconfitti né tantomeno per il peggior CJ Stroud che abbiamo mai visto: il prodotto di Ohio State, alla sua sesta gara ai Playoffs, combina di tutto: lancia 47 volte ma completa solo 20 passaggi per un touchdown di Christian Kirk e ben QUATTRO intercetti, avvenuti tutti nel corso dei primi due quarti. Con l’ovvio scopo di omaggiare il nome della nostra community, CJ confeziona una serie quasi infinita di lanci sbagliatissimi: spicca a mio avviso il secondo, dove, al posto di subire un sack, Stroud si intestardisce e lancia una sorta di pallonetto che vale una pick six piuttosto facile per Marcus Jones.

Oltre a Stroud e alla sua serata da incubo, le difese hanno brillato nuovamente, complice appunto anche il meteo: tanti 3&out o poco più, tanti fumble forzati da ambo le parti tanti meriti, che rendono il finale immediato per il reparto dei Texans. Il tutto non è comunque bastato per limitare l’attacco di NE, che, guidato dal solito Drake Maye, è comunque riuscito a confezionare alcune ottime giocate, come quella che ha portato al touchdown meraviglioso di Kayshon che ha virtualmente chiuso i conti. Anche la gestione del tempo nell’ultimo quarto da parte dei Patriots è stata eccellente, e ha contribuito a concedere pochissimo a Houston. Una prova di forza che ha portato a una vittoria Comunque meritatissima di New England: chissà se rivedremo il rematch del Super Bowl LIII, visto che anche i Los Angeles Rams, come vi raccontiamo ora, hanno vinto.

X FACTORS: il meteo, le difese di ferro, CJ Stroud

Los Angeles Rams at Chicago Bears 20-17 (OT)
Dopo un ultimo quarto splendido contro Green Bay al Wild Card, questo contro i Rams (includendo ovviamente anche l’overtime) si rivela beffardo per Chicago, che lotta e tiene testa a LA per tutta la partita per poi cedere solo nel finale. A pochi minuti dalla fine i Rams sembrano avere il controllo, ma un lancio indimenticabile with the season on the line di Caleb Williams (complice anche un Cobie Durant a farfalle) per Cole Kmet regala l’OT a Chicago sul punteggio di 18-18. Pensate: si partiva dalle 14 yard, ma secondo NFL Next Gen Stats il passaggio della prima scelta assoluta del 2024 ha viaggiato per… 50 yard Dopo aver fermato con successo un attacco non spumeggiante dei Rams, in ogni caso, i Bears non riescono a fare punti, con Williams che registra il suo terzo intercetto regalando palla alle mani di un ottimo Kam Curl. Da lì in poi, ecco i campioni: Matthew Stafford e Davante Adams, autori entrambi di partite non eccellenti fino a quel punto (e con una catch straordinaria e decisiva dell’ex Packer), si prendono la luce dei riflettori e trascinano a catena fino a rendere la vita facile al kicker Harrison Levis, che chiude la partita segnando da 42 yard. È l’essenza del football: puoi non brillare per 3 quarti e mezzo, anche di più, ma quando conta ti metti in mostra e impatti nel modo giusto.

Un punto chiave è stato, a mio avviso, l’approccio dei Rams al run game: se nella prima parte della gara l’attacco aveva faticato nella seconda parte si è tirato su compensando, come già detto, con una massiccia dose di corse ad aprire la strada al touchdown importante di Kyren Williams nell’ultimo quarto.
Nota finale, spero condivisa dai più: ma quanto è bello veder Jaquan Brisker giocare al giuoco del football? Prestazione versatile e completa, dispiacerà molto non vederlo domenica prossima.

X FACTORS: Jacoby Brisker, il run game di LA, l’essere campioni

✍️Alessandro Di Marzo per L’intercetto.it
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