NFL: Top e Flop di Week 18
Non ci fermiamo nemmeno un secondo, perché mancano ancora i Playoffs, ma con la fine della Regular Season NFL terminano anche i top e i flop "classici", quelli originali, con cui chi vi scrive è entrato nella redazione de L'intercetto. Grazie di cuore, dunque, per averli letti, che vi siano piaciuti o meno.
Ora basta chiacchiere, via con i migliori e i peggiori della decisiva week 18!
TOP
N.1 Myles Garrett
Signori, è storia: Myles Garrett è l’essere umano con più sack effettuati in una sola stagione NFL nella storia. Uno sportivo incredibile, un atleta tra i migliori che la nostra specie abbia mai visto finora. E contro i Cincinnati Bengals, battuti 20-18, è arrivato il 23esimo sack, quello che serviva per il record all-time. Il peccato, anno dopo anno, è vedere Garrett giocare in una squadra non all’altezza, né sua né rispetto agli standard NFL, che paga sempre di più le scelte scellerate di una dirigenza da dimenticare. Nel frattempo è stato esonerato coach Mike Stefanski. I tifosi Browns, ad ogni modo, quest’anno hanno almeno un motivo, anzi 23, per sorridere.
N.2 I Pittsburgh Steelers
Ma è possibile che ogni settimana esca fuori una candidata per la partita dell’anno? Lasciate in pace L’Intercetto! Scherzi a parte, l’atto finale per decretare i campioni della AFC North è stato degno di delle tragedie di Sofocle. Alla fine, la parte giusta della storia appartiene ad Aaron Rodgers & Co., che vincono una partita senza fine: prima il vantaggio con il touchdown di Calvin Austin da 26 yard, poi l’incredibile errore di Chris Boswell per l’extra point che avrebbe portato il vantaggio a 3 punti e, infine, l’errore decisivo dalle 44 yard di Tyler Loop. Rodgers conclude con 31 completi per 294 yard, assicurandosi ancora una volta una presenza in post-season nella sua infinita carriera. Chi l’avrebbe detto, dopo che l’ultima era arrivata contro i San Francisco 49ers nel 2021 e dopo tutte le difficoltà di New York? E attenzione, perché gli Steelers parte sfavorita contro i Texans, ma se ci hanno insegnato una cosa, è che non dobbiamo mai dar più nulla per scontato nel football. Figuriamoci ai Playoffs.
N.3 La difesa dei Seattle Seahawks
Esiste un modo per arrivare più carichi di così in post-season? Se chiedete a Seattle, non credo troverà una risposta in tempi brevi, dato che rischiavano di perdere il primo seed contro San Francisco, ma hanno concluso lasciando loro solo 3 punti e pochissima fiducia in saccoccia. Mike Macdonald può godersi il weekend di pausa consapevole della forza della propria squadra, dall’attacco stellare ormai consolidato (e col probabile Offensive Player of the Year, Jaxson Smith-Njigba, a disposizione) alla difesa, che ha concesso solo 173 yard totali ai Niners…ecco, numero che è ben distante dalle 455 medie da week 14. Il bello, per i difensori, è aver passato uno dei test più complicati della lega a pienissimi voti e nel momento giusto: sia Brock Purdy che Christian McCaffrey, apparsi in forma smagliante in questo ultimo mese, sono stati limitati dal primo all’ultimo snap, fino all’intercetto finale di Drake Thomas. Ora, il morale per i Playoffs è e deve essere altissimo.
FLOP
N.1 Tyler Loop (ma, in generale, tutta Baltimore nel corso della stagione)
Quale momento migliore per sbagliare l’unico field goal da 50 yard o meno in tutta la stagione? Quale miglior secondo tra gli almeno 61.200 delle 17 partite giocabili per mandarlo largo? Nessuno: l’ultimo dell’ultima partita, with the season on the line, è il più succoso, almeno per il povero rookie Tyler Loop, che manda così in fumo le speranze miracolose di Playoffs per i Baltimore Ravens. Ma c’è poco da arrabbiarsi con lui, cari tifosi, perché la prima parte di stagione di Baltimore è stata terribile. Con una difesa come quella delle prime settimane (ne avevamo parlato più volte qui nella rubrica Top & Flop) non si va da nessuna parte, e infatti la squadra era partita con un non brillante, per usare un eufemismo, record di 1-5, subendo 37 punti in 4 di queste 5 sconfitte. Ora, nel breve, tutti ce l’avranno con il kicker, un capro espiatorio facile da bersagliare, ma la realtà dei fatti è molto, molto più estesa.
N.2 I Philadelphia Eagles
Philadelphia aveva la chance di affrontare i Green Bay Packers, squadra tra le meno in forma della lega e reduce da 4 sconfitte consecutive: sarebbe bastata una “semplice” vittoria contro i Washington Commanders, senza dubbio non quelli dell’anno scorso (a cui Philly aveva Comunque segnato più di 50 punti al Championship), e invece sceglie la via del riposo e schiera le seconde linee, che disputano una prestazione non sufficiente per la vittoria, a partire dalle decisioni di playmaking discutibili del quarterback Tanner McKee. I Commanders rimanevano comunque un avversario abbordabile, eppure Philly è riuscita a far trovare un touchdown (anzi, due) al caro vecchio 39enne Josh Johnson, che non ne segnava uno in NFL dal 2021. Ora la sfida contro i 49ers in cui partono in ogni caso favoriti, ma forse si poteva fare qualcosa di più.
N.3 I New York Jets e la loro difesa…storica
Stagione da dimenticare per i New York Jets? Macché, è la stagione dei record…negativi. Per la prima volta dal 1933, anno in cui la lega ha iniziato a registrare il conteggio degli intercetti, una squadra ha terminato la stagione con ZERO intercetti complessivi. Tra l’altro, i Jets avevano anche una partita in più rispetto alla stragrande maggioranza delle altre squadre del passato per arrivare a 2 e pareggiare l’ex peggior numero, visto che dal 2021 si giocano 17 partite di Regular Season e non 16. Tra il livello generale molto basso di tutta la squadra e l’addio di Sauce Gardner a metà stagione, i presupposti per far male erano nitidi; concludere così, però, era difficile, eppure i Jets non sanno mai darsi alcun tipo di limite.
✍️Alessandro Di Marzo per L’intercetto.it
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