NFL Draft 2026: Per un Pugno di Quarterback (I QB più Interessanti di questa Draft Class)
Il Quarterback può essere per molte franchigie il perno centrale su cui costruire le proprie fortune o dove veder naufragare le proprie speranze. Anche al Draft il ruolo del QB accende grandi dibattiti ed emozioni tra i tifosi, quindi con questo articolo andiamo ad esaminare 9 QB in vista del Draft.
1. Fernando Mendoza, QB - Indiana - 6’5”, 236 lb, 01/10/2003
Tutti o quasi conoscono il Fernando Mendoza del 2025 con Indiana, ma il suo percorso ad arrivare a vincere National Championship e Heisman Trophy non è stato così semplice.
Arrivato dall’High School come un prospetto modesto, tra 2/3 stelle ricevette le sole offerte di College della FCS tra cui Yale con la quale si era impegnato prima di fare un “decommits” e scegliere California di FBS.
Nel 2023, dopo il 2022 passato come Redshirt, ha esordito in week 6 conquistando il posto titolare per quella stagione e per la successiva. È proprio nel 2024 con Cal che inizia a farsi notare lanciando 16 TD Pass e 6 Intercetti, ma a risaltare è soprattutto la sua alta percentuale di completi.
La vera svolta è arrivata lo scorso anno, quando negli Hoosiers di Coach Cignetti si è creata l’unione perfetta. Una delle più belle stagioni di sempre per un QB al College, infatti Fernando Mendoza ha chiuso l’anno d’oro con 3.535 yard lanciate, 41 TD Pass, 7 TD su Corsa, soli 6 Intercetti e una percentuale di completi del 72%!
Mendoza è esattamente il tipo di quarterback che gli attacchi NFL moderni cercano. Quick game, RPO, route a tempo, play-action profondi: esegue tutto a un livello altissimo. Anche se Indiana l’ha utilizzato principalmente nella tasca, il “tape” (filmati di gioco) di Cal mostra un giocatore più versatile. In quel sistema basato su RPO ha eseguito corse assegnate, lanciato in movimento in bootleg e sprint out, ed esteso le azioni con improvvisando quando necessario.
La velocità di processamento è reale. L’accuratezza è reale. Il talento del braccio è reale. E la produzione contro avversari di alto livello è innegabile. Non è uno che ha gonfiato le statistiche contro squadre minori: ha dominato Ohio State, Alabama, Oregon e Miami quando la posta in gioco era più alta. La corsa da 12 yard per chiudere la finale nazionale? È il tipo di giocata che separa i buoni quarterback dai vincenti.
Ha bisogno di una linea offensiva solida e di un sistema che lo metta nelle condizioni ideali, ma questo vale per qualsiasi quarterback. La differenza è che Mendoza massimizza le buone situazioni meglio di chiunque in questa classe.
Le squadre che lo sceglieranno sanno esattamente cosa stanno prendendo: un passer rifinito che legge le difese, trova il ricevitore libero e mette il pallone dove deve essere con anticipazione e precisione. Il tape di Cal dimostra che può fare anche di più se richiesto, e i suoi 7 touchdown su corsa nel 2025 confermano che sa chiudere i drive anche con le gambe.
2. Ty Simpson, QB - Alabama - 6’1”, 211 lb, 21/12/2002
Quando il quarterback di Alabama ha annunciato la sua intenzione di passare tra i professionisti, la sua scelta ha generato molto stupore, soprattutto se si considera che aveva ancora un anno di eleggibilità a sua disposizione. Simpson era un redshirt junior e quella appena trascorsa è stata la sua prima vera stagione alla guida di un attacco, dato che negli scorsi anni la prima opzione in cabina di regia per Alabama era Jalen Milroe.
I suoi numeri entrando alla combine sono di 3567 yard lanciate nell’ultima stagione, con 28 touchdown, 5 intercetti e 93 yard guadagnate sulle corse in 90 tentativi. L’unica statistica allarmante è quella dei sack subiti (28), ma come abbiamo detto tante volte nel corso della stagione, le responsabilità di questo dato negativo vanno suddivise tra il qb e la offensive line.
Entrando alla combine le aspettative su di lui non erano altissime, tant’è che in molti mock draft era considerato una pick da metà bassa del secondo round.
Il suo score totale, stando alla draft card, è di 75, un buon risultato condizionato però da un grosso punto interrogativo sulle doti atletiche del giocatore (dato che non ha eseguito nessuna delle prove senza palla). Il Prospect Grade (la valutazione complessiva che si utilizza al draft per capire quale sarà il futuro dei giocatori) invece non è stato lusinghiero assegnandogli un punteggio di 6.3, ovvero la valutazione minima per un futuro titolare di lusso.
Agli osservatori sono piaciute la sua reattività nell’aggiustare la pass protection della offensive line, la sua mobilità sia nell’aggiustare la propria posizione che nello sfuggire dalla pressione dei difensori, la precisione dei passaggi (anche nei lanci lunghi) e la reattività nel saper trovare delle seconde opzioni in caso di giochi rotti.
Le sue red flag invece riguardano la poca esperienza da starter, le performance di fine stagione, tra cui il 57% di completion rate e una “eye discipline” (la capacità di manipolare le difese con lo sguardo) di basso livello, un timing nei lanci profondi abbastanza inconsistente, una capacità decisionale dubbia e (aspetto che va a scagionare in parte l’ offensive line di Alabama) il troppo tempo trascorso col pallone tra le mani, cha ha generato dei sack facilmente evitabili.
Tra le squadre che hanno necessità di un quarterback le più quotate sembrano essere i New York Jets e gli Arizona Cardinals, che potrebbero usare le loro scelte al secondo giro, ma vanno tenuti d’occhio anche i Pittsburgh Steelers, che avrebbero la possibilità di sfruttare la loro pick numero 21 per giocare un bello scherzo a Jets e Cardinals.
3. Carson Beck, QB - Miami - 6’5”, 233 lb, 19/11/2002
Nonostante abbia perso l’appeal resta un QB solido, con un bagaglio tecnico di prim’ordine e 2 stagioni da titolare a Georgia oltre all’ultima con Miami che ha portato, anche grazie a lui, fino alla Finale Nazionale.
Per peso e misure è archetipo del QB perfetto, l’unica (grande) pecca è la propensione per avere partite disastrose durante la stagione. Se consapevoli di poter vederlo lanciare anche 4 intercetti in una sola partita, alla lunga può ripagare con ottime statistiche a fine stagione. Ha una percentuale di completi elevatissima, anche 72% sia nel 2023 che nel 2025.
La stagione a Miami ha mostrato segnali di crescita importanti. Ha giocato con maggiore controllo, limitando gli errori e gestendo meglio i momenti chiave, come dimostrato nella cavalcata playoff. Questa evoluzione è significativa, ma resta da capire quanto sia stabile nel lungo periodo e quanto sia legata al contesto.
Inserito in un sistema stabile, con buone armi offensive e protezione adeguata, Beck può essere un quarterback efficiente e vincente. In un contesto instabile o con responsabilità elevate fin da subito, i dubbi sulla sua affidabilità potrebbero riemergere rapidamente.
4. Garrett Nussmeier, QB - LSU - 6’2”, 203 lb, 06/02/2002
5. Drew Allar, QB - Penn State - 6’5”, 228 lb, 08/08/2004
6. Cade Klubnik, QB - Clemson - 6’2”, 207 lb, 19/11/2002
Questi tre giocatori meritano una menzione separata perché sono i “grandi delusi” di questa QB class. Partiti come giocatori dal roseo futuro professionistico a inizio campionato 2025, tutti e tre si son ritrovati a fare i conti con una stagione disastrosa, costellata da performance non eccellenti delle loro squadre e numerosi infortuni.
Per tutti e 3 la Combine ha rappresentato quindi l’occasione per redimersi e cercare di guadagnare le simpatie di molti front office che avevano perso la fiducia riposta in loro. Nessuno dei tre giocatori gode però della stima degli scout e degli analisti:
Nussmeier al momento sembra essere l’unico dei 3 con una carriera da sviluppare (il suo prospect grade è di 6.00, che corrisponde a un sostituto di lusso) con una chiamata prevista tra la numero 70 e la numero 80.
Per Allar e Klubnik invece l’approdo tra i professionisti potrebbe essere più difficile: Allar sembra avere delle possibilità di scelta attorno alla 140 come compensatory pick, mentre Klubnik non è incluso nei 200 in nessun mock draft.
Queste al momento sono solo previsioni basate su quanto gli osservatori e gli analisti hanno lasciato trapelare dopo la Combine, ma come ben sappiamo la 3 giorni del Draft è piena di incertezze e la situazione può cambiare in ogni momento (chiedere a Shadeur Sanders per maggiori informazioni). Non resta che aspettare e vedere…
7. Diego Pavia, QB - Vanderbilt - 5’10”, 207 lb, 16/02/2002
A differenza dei suoi colleghi, il quarterback di Vanderbilt si è presentato a questo draft con una grande pressione mediatica (il secondo posto nella lotta per l’Heisman ha indubbiamente influito) e un carico di aspettative inferiore.
Nonostante una stagione esplosiva terminata con i record scolastici in passing yards (3539) i touchdown (29) e una nomination al 1st-Team All-SEC, per Pavia la situazione si presenta molto critica a livello di scelta. A fronte di un’ottima score card che lo classifica come il secondo miglior quarterback visto alla Combine con un punteggio complessivo di 77 (74 il punteggio di production, 86 la stima dei test atletici), il suo prospect grade riduce notevolmente quelle che possono essere le sue speranze, con una misera valutazione di 5.95 (valutazione da giocatore per gli special team o da backup che avrà poche possibilità).
Ciò che ha colpito molti scout (e anche un membro dello staff di una squadra di AFC che ha dichiarato “Non è affatto un cattivo giocatore, ha molta intelligenza tattica. Non so se avrà molto successo restando nella tasca, ma apprezzo molto il suo stile di gioco”) sono il carattere competitivo e l’atteggiamento orientato al successo che trasmette anche ai suoi compagni di squadra. A questi fattori più “emotivi” si aggiunge anche una grande abilità nel guadagnare yard con le corse in caso di giochi rotti.
Sfortunatamente però questi sono gli unici aspetti che impressionano del giocatore, del quale gli scout hanno evidenziato molti difetti. Il primo è quello legato all’altezza: un quarterback alto 1 metro e 78 di solito ha vita difficile nella NFL (le uniche eccezioni degli ultimi anni sono Kyler Murray e Bryce Young con carriere collegiali ben più di successo rispetto a Pavia). Per quanto riguarda il gioco invece gli scout hanno notato come la sua produzione sia calata notevolmente contro le difese più forti della SEC e molti aspetti del suo passing game risultano essere penalizzati dall’altezza.
Come detto però l’atteggiamento “me vs the world” ha colpito e magari questo può essere un aspetto su cui qualche scout può far leva con i propri coach e GM. Sfortunatamente però le previsioni danno Pavia come scelta da fine terzo giorno, per cui c’è un vasto range di scelte che va dal quarto al settimo round, con una forte possibilità che il ragazzo entri in NFL da undrafted free agent.
Bisognerà capire quale squadra vorrà investire sul giocatore, andando così ad aggiornare il numero di ex quarterback dei Commodores entrati in NFL (l’ultimo al momento è Jay Cutler, selezionato nel 2006 dai Denver Broncos).
8. Haynes King, QB - Miami - 6’2”, 212 lb, 09/01/2001
Se Diego Pavia con le sue giocate è uscito anche oltre il panorama del College Football, chi è più dentro il football Collegiale sa quanto Haynes King abbia fatto divertire chi seguiva Georgia Tech.
King dopo 3 stagioni passate a Texas A&M senza grandi soddisfazioni si è trasferito a Georgia Tech ed è sbocciato portando tra gli Yellow Jackets un gioco dinamico ed esplosivo grazie alle sue doti da Dual Threat.
Haynes King è un QB che sa correre e trasformare giochi rotti in big play, ma anche andare in scramble in azioni studiate. Inoltre è dotato di un braccio potente che sa cogliere il profondo.
Nel 2023 aveva prodotto ben 23 TD Pass, ma anche 16 intercetti. Nei 2 anni seguenti però, ha saputo limare gli errori e diventare più saggio. Inoltre nelle 3 stagioni a GT ha messo a segno ben 36 TD su Corsa, di cui 15 nel 2025.
È senza dubbio un QB intrigante che insieme a Carson Beck può essere la gemma nascosta di questa Draft Class.
Il suo difetto è senza dubbio la precisione sul corto, ma come detto ha dimostrato di essere migliorato e molto, portando la sua percentuale di completi verso il 70%.
9. Taylen Green, QB - Arkansas - 6’6”, 227 lb, 18/10/2002
Senza dubbio la prova espressa da Taylen Green, alla Combine, ha fatto clamore. Il QB da Arkansas si è messo in luce con un tempo stratosferico nei 40 yard dash, ovvero 4.36 secondi. Prestazione che lo pone come il secondo QB più veloce di sempre sulle 40 yard, dietro solo al 4.35 di Reggie McNeal (Texas A&M) fatto nel 2006. Il crono di Taylen Green è comunque stato migliore rispetto alle prestazioni, degli anni passati, di QB come Robert Griffin III (4.41), Anthony Richardson (4.43).
Taylen Green ha stupito anche in un altra prova ovvero nel Vertical Jump, con la misura di 43.50” di ben 3 pollici più in alto di qualsiasi altro QB nella storia del Combine e con la decima misura di sempre considerando ogni ruolo.
Detto questo la NFL è un altra cosa e Green ha molte lacune che vi voglio elencare: Rilascio della palla lento, precisione nel corto decisamente incostante, propensione a commettere turnover e percentuale di completi attorno al 60% scarso.
Però, come fu per Anthony Richardson, anche per Taylen Green mi aspetto che qualche GM si innamori di lui e ci scommetta al prossimo draft, sperando che non azzardi così tanto come fecero i Colts con Richardson che scelsero Richardson come 4° assoluto al draft 2023.
✍️Fabio Bertini - L’intercetto.it (Analisi di Fernando Mendoza, Carson Beck, Haynes King e Taylen Green)
✍️Loris Perego per L’intercetto.it (Analisi di Ty Simpson, Diego Pavia, Garrett Nussmeier, Drew Allar e Cade Klubnik)
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