College Football Playoff: Semifinali il Racconto

Abbiamo finalmente le 2 Università che si andranno a contendere il Titolo Nazionale, che per noi sarà nella notte tra Lunedì 19 e Martedì 20 gennaio alle 01:30. Ora però è tempo di capire come Miami e Indiana sono riuscite ad imporsi e cosa ci possiamo portare dietro da queste semifinali.

La vittoria di Miami su Ole Miss, per 31 a 27 è stata tutt’altro che facile e, nonostante le premesse della vigilia, è stato più l’attacco degli Hurricanes a condurre alla vittoria la squadra di Mario Cristobal.
La DL di Miami che tanto bene aveva fatto in questi playoff è stata contenuta ottimamente dal lavoro della OL di Ole Miss, ma è stato anche grazie alla bravura e mobilità del QB Trinidad Chambliss se i difensori degli Hurricanes non hanno messo a tabellino numeri importanti sul lato dei sack.
La prima scossa alla partita avviene ad inizio del 2° quarto, quando l’ottimo RB Lacy sfugge ai primi placcaggi e si invola per un TD da 73 yard che mette avanti i Rebels.
Con 2 ottimi drive, tra cui un TD Pass da 52 yard di Carson Beck per il WR Keelan Marion, Miami prova ad allungare e il primo tempo si chiude sul 17 a 13 per gli Hurricanes.
Nel terzo quarto la sfida inizia a farsi più tattica e per ben 3 volte i drive arrivano solo in raggio da FG. Ma dei 3 calci tentati solo l’ultimo, quello di Ole Miss, va a segno colpendo nuovamente il palo, ma questa volta terminando tra i pali per il 17 a 16 in favore ancora di Miami.
I Rebels riescono a mettere nuovamente il muso avanti solo a metà dell’ultimo quarto con l’ennesimo FG.
A 5 minuti dal termine, su uno screen pass di Carson Beck, arriva la magia firmata dal talentuoso e Freshman WR Malachi Toney che riceve e con uno slalom pazzesco riesce a guadagnare le 36 yard che lo separavano dalla end zone. 24-19 per Miami.
Sembrerebbe il momento di svolta, ma Ole Miss non molla e finalmente concretizza con un TD il drive seguente. Inoltre visto il punteggio prova e riesce la conversione da 2 che li porta sul 27 a 24.
Con 3 minuti che restano da giocare il peso è adesso sulle spalle del QB Carson Beck che con un drive ben congeniato da Miami arriva ampiamente in zona da Field Goal. Un calcio porterebbe agli Overtime, ma con 18 secondi c’è la possibilità di tentare un’ultima azione per chiudere il match. Palla sulle 3 avversarie, la difesa si posiziona in man coverage sui 3 ricevitori posizionati a sinistra, il taglio verso il centro dei WR porta i difensori a liberare il lato sinistro che Carson Beck, dopo aver osservato per un attimo la situazione, decide di sfruttare correndo indisturbato in end zone per il TD che lancia Miami alla finale per il Titolo Nazionale.

Per Carson Beck un percorso ai playoff che lo ripaga delle difficoltĂ  incontrate in questi anni e rilancia fortemente la sua immagine anche in vista del prossimo Draft. Ieri 1 intercetto, ma dovuto ad una deviazione, non uno dei suoi comuni errori.
Senza dubbio in questo match è stato, per una volta, fondamentale il contributo dell’attacco per portare a casa il risultato. La difesa ha sfiorato in almeno un paio di occasioni di creare dei turnovers, ma senza l’apporto di Beck, dei WR Toney e Marion e delle corse di Fletcher e Brown difficilmente l’avrebbero vinta.
PiĂą che un passo indietro, per Miami rappresenta un ulteriore step che la fa diventare un vera pretendente al titolo.
Ole Miss con tutte le vicissitudini legate all’addio di Lane Kiffin (sul quale non ritornerò ad esprimermi) è arrivata a 18 secondi dal conquistare la finale dei playoff.
La difesa dei Rebels ha impresso una grande pressione su Carson Beck, anche se in diverse occasioni è sembrata subire molto di più il running game degli Hurricanes. Le statistiche difensive parlano comunque di 4 sack, 5 TFL e 1 intercetto.
In attacco Chambliss ha nuovamente emozionato con la sua eccellente mobilità e dimostrato ancora una volta di essere un signor QB nonostante arrivi dalla Div. II. Lacy il RB di Ole Miss è sembrato sparire durante il match, ma su di lui ha pesato un leggero (forse non tanto) infortunio patito ad inizio della partita.
Il finale premia Miami, ma sicuramente dimostra come anche Ole Miss potesse meritare la finale. Purtroppo la sensazione è stata che Miami riuscisse con troppa facilità a gestire il cronometro, costruendo drive spesso lunghi e con un costante ed inesorabile guadagno di terreno.
In conclusione Miami ha le carte in regola per fare una partita onesta contro Indiana, ma sicuramente deve riportare la pass rush vista nelle prime 2 uscite di questi CFP e ridurre drasticamente le false start che troppe volte hanno fatto retrocedere il proprio attacco. Contro Indiana servirĂ  la perfezione.

Indiana era la favorita, per la stagione fatta, per l’aver già battuto Oregon in stagione, per il fatto di disporre del vincitore dell’Heisman e per Curt Cignetti in sideline, ma in pochi si sarebbero aspettati un dominio di questa portata contro i Ducks. Il risultato di 56 a 22 è quasi troppo stretto per quanto visto in campo.
Certamente Oregon può recriminare per i 3 turnovers sanguinosi che fin dalla prima azione hanno indirizzato la sfida a favore di Indiana, ma è altrettanto vero che lo strapotere degli Hoosiers si è visto in ogni zona di campo, compresa la sideline dove ancora una volta Dan Lanning si dimostra incapace per certe sfide. Curt Cignetti invece è l’emblema di un Coach perennemente concentrato e che mai e poi mai si sarebbe fatto sfuggire una vittoria dopo i vari errori avversari.
Dante Moore certifica, ormai spero per tutti, di non valere una pick tra le top 10 al prossimo Draft. Iniziare con un pick six l’ha sicuramente messo in difficoltà, ma la sua propensione agli intercetti è cosa ormai nota.

L’inizio è stato tremendo: prima il pick six, poi 2 fumble sempre dello stesso Moore hanno distrutto ogni flebile speranza.
Dall’altra parte per Mendoza è stata una passerella per la prossima prima scelta assoluta. Questo ragazzo ha disputato 2 partite di playoff collezionando 8 TD Pass e soli, attenzione bene, soli 5 passaggi incompleti. Ormai si può solo sperare che a Las Vegas non rovinino questo talento.
Il problema per gli avversari è che Fernando Mendoza non è l’unica stella in questa squadra. Perché Indiana ha sì stelle, ma è un collettivo gestito perfettamente da Cignetti. L’Head Coach sembra il così detto Uomo in missione. Ormai è da week 1 che sa di dover compiere il miracolo, arrivare ad alzare il National Championship con gli Hoosiers. Una cosa che solo 2 anni fa era impensabile e che adesso ha almeno l’80% di possibilità.
Indiana sembra non avere difetti, ma l’unica possibilità per Miami sarà quella di costringere Mendoza a forzare, togliergli quella facilità nel completare passaggi che diventa frustrante per ogni difesa. Il running game di Indiana è certamente di buon livello e capace di alternarsi egregiamente al gioco aereo, ma dover chiudere i down con sole 2 yard di distanza o con 8 può fare la differenza.
Certamente non sarà facile per nessuno demolire questa corazzata e la guida di Curt Cignetti dà senza dubbio una grande sicurezza a tutto l’ambiente.
L’unico neo alla prova degli Hoosiers sono stati un paio di fumble, per fortuna loro recuperati, commessi da Mendoza. Soprattutto il primo poteva aprire un minimo spiraglio di speranza per Oregon, ma complimenti agli Uomini di linea di Indiana che hanno tempestivamente ricoperto l’ovale. Penso che Mendoza avrà dei regali da fare prossimamente.

Per chiudere una breve considerazione che poi, prossimamente, tramuterò in un articolo a più ampio spettro. Per il terzo anno di fila non ci sarà una squadra della SEC a giocarsi il Titolo. Troppo spesso abbiamo considerato la SEC come la Conference più forte ed è indubbio che nel complesso lo sia, ma è ormai evidente che ciò non si tramuta in automatico nell’avere le squadre più forti del panorama Collegiale. Inoltre se dovesse arrivare il successo di Indiana sarà la 3 squadra della Big Ten a vincere il titolo negli ultimi 3 anni e, nota più importante, con 3 Università diverse.
Tutto questo, mi preme sottolineare, non è certo un male anzi merita di essere analizzato e sicuramente in parte serve di rivedere anche certe considerazioni sul ranking e difficoltà delle partite di stagione regolare.

Con questo chiudo e vi ricordo che qualche giorno prima della finale uscirĂ  la preview del nostro Loris, che ci parlerĂ  dei punti di forza e di debolezza sia di Miami che di Indiana.
Inoltre domani sarĂ  disponibile sulle piattaforme podcast la puntata sulle semifinali di College Football, da me raccontate.

✍️Fabio Bertini - L’intercetto.it
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