College Football: Il Meglio di Week 7 (Recap e Analisi)

Un weekend pazzesco con le sconfitte di ben 5 Università che erano tra le Top 7 del ranking. Un riassetto di equilibri che ha modificato pesantemente anche la AP Top25. Andiamo ad analizzare quanto successo nei principali match di week 7.

La sfida tra Ohio State (5) ed Indiana (4) era fondamentale per capire il loro reale valore. I Buckeyes sembravano una corazzata, ma la sconfitta contro Texas, in Week 2, aveva lasciato dubbi. Lo scontro contro gli Hoosiers serviva proprio per misurare il livello di Ohio State e al contempo capire se Indiana fosse ancora in grado di puntare al titolo come lo scorso anno.
Il Match è stato stupendo, con difese di prim’ordine in grado di arginare attacchi eccellenti. Alla fine la spunta Ohio State per 19 a 15, ma per Indiana è mancato solo “un piede” in campo… Sì, perché sul 19-15 finale c’è stata, ad un minuto dal termine, la possibilità per Indiana di vincere, ma la ricezione del WR Marsh è avvenuta con il piede appena fuori dal campo nel momento in cui ha avuto il pieno possesso dell’ovale.
Alla fine la vittoria per i Buckeyes è giusta, in quanto gli Hoosiers sono apparsi ottimi in difesa, ma non all’altezza della passata stagione in attacco. Inoltre va sottolineato come il QB Julian Sayin sia dovuto uscire a metà dell’ultimo quarto a seguito dell’infortunio al braccio destro (quello di lancio) dopo un sack subito. Paradossalmente potrebbe far più male ai Buckeyes questo infortunio che se fosse arrivata la sconfitta contro gli Hoosiers.
Curt Cignetti (HC di Indiana) subisce la prima sconfitta casalinga da quando siede sulla panchina degli Hoosiers, si ferma così a 19 vittorie la sua striscia vincente al Memorial Stadium di Bloomington.
Per Cignetti questa battuta d’arresto mette in risalto un attacco in cui Josh Hoover non sempre è in grado di risolvere le situazioni e chiudere down importanti. Nessuno gli chiede di fare più yard su corsa che su passaggio, ma qualche scramble, come faceva Mendoza, in certe situazioni sarebbe provvidenziale. Josh Hoover, sul fumble commesso, non ha colpa non essendosi accorto dell’arrivo, dal lato cieco, del difensore.
Non esente da errori nemmeno l’altro QB Julian Sayin, autore di 2 intercetti, ma con l’attenuante di una incredibile pressione portata dalla difesa di Indiana. Senza l’ottimo lavoro difensivo degli Hoosiers, sia in fase di pass rush che di coperture, probabilmente Ohio State avrebbe allungato nel punteggio già nella prima metà di match. Tant’è che per larghi tratti Jeremiah Smith è stato contenuto in modo eccezionale e non a caso i 2 intercetti sono arrivati su lanci di Sayin indirizzati a lui.
Adesso per Rayn Day (HC Ohio State) sarà fondamentale capire quante settimane (si parla di 4 o più) starà fuori Julian Sayin. Sappiamo quanto l’attacco di Ohio State sia da sempre focalizzato molto sul passing game e il QB backup Luke Fahey (freshman) non sembra in grado di produrre yard come ci si aspetterebbe. Tant’è che nei 9 play in cui è stato schierato solo 2 volte si è andati con dei passaggi, per altro incompleti, mentre per i restanti giochi si è proceduto con le corse.
Nella AP Poll Top 25 (specifico perché il ranking Coaches Poll è differente) Ohio State sale alla posizione numero 3, mentre Indiana scende alla 6.

Passiamo ora alla sconfitta della numero 1 Georgia contro Auburn per 27 a 24. Intanto va ricordato che era dall’ottobre del 1990 che per 2 week consecutivi la numero 1 del ranking non veniva sconfitta da una squadra Unranked. È successo lo scorso week con l’allora numero 1 Texas che ha perso contro Oklahoma e si è ripetuto sabato per Georgia.
L’upset dei Tigers non è solo frutto di episodi, come i 3 turnover commessi dal QB Gunner Stockton (2 intercetti e 1 fumble), ma soprattutto dall’ottimo controllo del match da parte di Auburn, che dalla fine del primo quarto al terzo sono stati in grado di restare moltissimo tempo in campo, correre tanto e bene ed infine mettere a segno 24 punti senza subirne alcuno.
Un parziale di 24 a 0 difficilmente capita a Kirby Smart e c’è da chiedersi se sia solo “colpa” della brutta giornata di Stockton o se forse il running game di Auburn ha toccato il punto debole di questi Bulldogs.
Al di là dei RB di Auburn, l’eroe di giornata è il Kicker Alex McPherson, che a 3 secondi dal termine, centra il bersaglio con un calcio da 34 yard. Per Alex McPherson, portato in trionfo, è una sorta di rivincita personale, visto che nel 2024, a seguito di una colite ulcerosa, gli era stato asportato parte dell’intestino.

Cade la prima ma cade anche la seconda, infatti Notre Dame (2) viene sconfitta per mano di una bellissima BYU (8) con il risultato di 28 a 24. Partita da Heisman Trophy per Bear Bachmeier che chiude con 4 TD totali, tra cui: 1 su passaggio; 1 su ricezione e 2 su corsa.
Onestamente Notre Dame è apparsa ben lontana dall’essere una numero 2 del ranking e se non fosse stato per il muff sul punt del ritornatore di BYU, forse non ci sarebbe stato nemmeno il recupero, nel punteggio, degli Irish. Un punt a seguito di un three and out di Notre Dame che appariva incapace di avanzare con l’attacco e contenere l’estro di Bachmeier con la difesa.
Questo successo dei Cougars, sui Fighting Irish, li proietta, meritatamente, nelle zone alte del Ranking, a differenza di Notre Dame che era posta al numero 2 senza aver affrontato nessuna squadra della Top 25. Già il fatto che comunque sia stata fatta scendere solo alla posizione 4 fa capire quanto stiano cercando, in ogni modo, di evitare che possa uscire dalle 12 per i playoff, come accaduto lo scorso anno. È evidente questo e sarebbe altrettanto auspicabile un accorpamento ad una conference o almeno un calendario di maggiore spessore.
È assurdo che squadre sul 6-1, come Ole Miss, Tennessee, Kentucky, tanto per citarne alcune, che hanno delle vittorie contro squadre del ranking siano sotto a Notre Dame che non le ha. Tant’è che tra la classifica AP e quella dei Coach ci sono 4 posizioni di differenza.
Detto questo è giusto dare risalto a BYU che con il suo Coach Kalani Sitake sta costruendo l’ennesima ottima stagione. Sitake è a BYU dal 2016, ma dopo le buone stagioni 2020 e 2021, dal 2024 è un crescendo, 11-2 e lo scorso anno 12-2 con il titolo della Big 12. Adesso questo 6-0 imprezziosito da questa vittoria, pone Sitake tra i Coach più interessanti della nazione.
Ci sarebbe spazio per recriminare, da parte di Notre Dame, per l’orologio che sembra non essere arrivato a o:oo al termine dell’ultimo tentativo. Può essere, anche se dopo il fattaccio di Michigan non si sa mai se il tempo sia sincronizzato alle immagini TV. Onestamente non mi attaccherei a questo, visto che durante il match ci sono stati un paio di episodi a loro favore non propriamente corretti. Quindi polemiche anche no.

In altre giornate la sconfitta di Texas (7) sarebbe finita in cima a questo articolo, ma le altre partite hanno avuto tutt’altro spessore rispetto a questa. Comunque Florida torna a sorridere con una bella vittoria esterna e manda sempre più in crisi la squadra di Steve Sarkisian. I Gators dopo la buona vittoria contro Ole Miss sembrava lanciata ad una grande stagione, ma le sconfitte contro Missouri e South Carolina avevano messo in luce il problema maggiore di Florida, ovvero che se fermata nel running game diventava battibile.
Tutto questo Steve Sarkisian non l’ha saputo fare e complice anche il nuovo QB di Florida Tramell Jones Jr, che sostituiva l’infortunato Aaron Philo, si è trasformato nell’ennesimo upset di giornata.
Per Texas adesso la situazione si fa veramente difficile, viste le 2 sconfitte arrivate in conference e un calendario tutt’altro che in discesa.
Arch Manning ha alternato buoni lanci a qualche imprecisione solita. Non punterei il dito solo sul QB dei Longhorns, ma è altrettanto evidente che non può essere considerato, ancora, un QB in grado di guidare Texas al titolo.
Nel Ranking i Longhorns scendono di ben 12 posizioni e si portano alla numero 19. Clamoroso se si pensa che solo 2 settimane fa erano alla numero 1.

Di crolli nel ranking ne sa qualcosa anche Alabama (6) che perde per 26 a 10 contro Tennessee (14) e scende alla posizione numero 13.
Per i Crimson Tide era dal 2007 che non subivano 2 sconfitte consecutive in campionato e se quella contro Georgia poteva anche essere considerata un incidente di percorso, ben più grave è la prestazione contro i Volunteers.
A pesare sul risultato dei Tide è stata la brutta prova del QB Keelon Russell, nemmeno 150 yard lanciate e 2 intercetti, oltre ad un running game inesistente.
Running game, invece esplosivo, quello di Tennessee che con DeSean Bishop macina oltre 150 yard e segna 2 TD.
La maggior critica che faccio ad Alabama, e quindi anche all’Head Coach Kalen DeBoer, è non aver saputo contenere maggiormente il gioco di corse dei Volunteers, quando è chiaro che non sono in grado di fare altrettanto bene con i pass visto i 2 QB che si alternano ultimamente ed entrambi freshman.
Inoltre se aggiungiamo i 4 turnover commessi dall’attacco di Alabama, i soli 12 first down conquistati e 10 minuti in meno, rispetto agli avversari, di tempo di possesso ecco che è evidente che a Tuscaloosa ci sia l’imbarazzo della scelta per determinare quali errori hanno portato alla sconfitta.
Tennessee da canto suo si porta a casa un importante scalpo che impreziosisce una stagione, che seppur sulla carta sia di transizione,i sembra prospettare una postseason per loro.

le altre in breve…
- Ole Miss (9) guidata dal sempre perfetto Trinidad Chambliss, 4 TD per lui, batte per 31 a 3 Missouri (13)

- LSU (22) disintegra Mississippi State (16) per 31 a 0 e si rivede un Sam Leavitt in grande spolvero. Peccato che i Tigers dovrebbero dimostrare questo potenziale anche in altre partite.

- Serve un secondo Overtime a Miami (3) per avere la meglio, 43 a 35, su Florida State. Questo successo, unito alle sconfitte di Georgia e Notre Dame pone gli Hurricanes in vetta al Ranking, cosa che non accadeva dal 2002.

- Ennesimo successo per UCLA (12) che ha la meglio di Wisconsin. Per i Bruins 6-0 e soprattutto 4-0 in Big Ten.

- Michigan batte Penn State 21 a 18, anche grazie al cambio di QB. Fuori Underwood, dopo 2 intercetti lanciati e dentro Tommy Carr, fratello di CJ Carr di Notre Dame.

✍️Fabio Bertini - L’intercetto.it
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In pochi, ormai, lo possono scrivere e Noi ne andiamo Fieri!

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