College Football: Chi sono stati i Migliori del National Championship

La stagione di college football si è ufficialmente conclusa e la sfida di Miami ci ha regalato alcune grandi performance. Di seguito quelli che per noi sono stati i migliori delle due finaliste.

Indiana Hoosiers
Fernando Mendoza
: In una Heisman Race che non ha emozionato come nelle scorse stagioni, il quarterback degli Hoosiers ha dimostrato perché ha meritato questo premio. Solido e temerario anche in questa finale il suo touchdown, che ha ufficialmente messo in ghiaccio la partita per Indiana, ha già guadagnato un posto nella storia del college football e negli album fotografici della stagione.
Il suo ritorno a casa non poteva essere più dolce, con la conclusione perfetta della sua stagione: mvp offensivo della finale, Heisman, titolo nazionale, e una stagione da imbattuti. A ciò aggiungiamo anche il momento strappalacrime a fine partita, quando è andato ad abbracciare la mamma malata da tempo di sclerosi multipla, un’immagine che ha fatto sciogliere anche i cuori più duri.
Adesso però si prospetta la scelta più difficile di tutte: Fernando è un junior, per cui volendo ha ancora un anno di eleggibilità per poter tentare un clamoroso back to back, oppure può scegliere di passare ai pro, dove un ricco contratto lo attende con i Las Vegas Raiders (destinatari della scelta numero 1, che sarà molto probabilmente la posizione di Mendoza). Il dilemma è quasi amletico, siamo sicuri però che un ragazzo con la testa sulle spalle come lui saprà prendere la decisione migliore.

Charlie Becker e Omar Cooper Jr: in una serata in cui Elijah Sarrat ha avuto molte difficoltà (tra marcature strette e passaggi droppati) il duo Becker – Cooper ha deciso di salire in cattedra e prendersi tutte le luci della ribalta. Becker è arrivato a mezzo millimetro dal vincere il premio touchdown della partita con quella fuga di quasi 15 yard, rompendo tutti i tackle della difesa di Miami, peccato per quel millimetro di scarpa che era finito fuori dal campo. Ha però compensato nel secondo tempo con la straordinaria catch sul lancio di Mendoza per convertire il quarto down che ha permesso agli Hoosiers di terminare il drive con il touchdown di Mendoza. Cooper invece è stato il giocatore della solidità. Quando Mendoza l’ha cercato, lui si è fatto trovare sempre pronto e ha concretizzato, contribuendo al grande successo del passing game di Indiana.

Menzione d’onore - Curt Cignetti: ovviamente va fatta una piccola menzione all’autore di questo miracolo sportivo targato Hoosiers, ovvero Coach Cig. In due anni ha fatto salire sul tetto del college football un programma che non ha mai attirato giocatori di spicco e in 127 anni di storia ha chiuso la sua stagione con record positivo poco più di una trentina di volte, il tutto con una squadra composta solo da 3-star recruit. Questo significa che il transfer portal, se usato con oculatezza, può essere veramente uno strumento utile per scuole e giocatori.

Miami Hurricanes
Difesa:
la difesa degli Hurricanes si è comportata più che dignitosamente in questa finale. Nel primo tempo senza Xavier Lucas (out per il targeting rimediato al Fiesta Bowl) i ragazzi di coach Cristobal hanno tenuto duro (rischiando un altro targeting) e sono riusciti a limitare la macchina da touchdown di Indiana, tenendoli a soli 10 punti in tutto il primo tempo, facendo chiudere gli Hoosiers sotto quota 30 punti segnati per la quinta volta in questa stagione.
Ci sono sicuramente degli aggiustamenti da fare a livello di roster (con una secondaria non convincente) e di concentrazione perché tante volte i giocatori hanno esagerato con la fisicità o hanno commesso errori evitabili, però per gli Hurricanes c’è comunque un’ottima base di partenza.

Malachi Toney: l’autore dell’unico touchdown non corso di Miami ha dimostrato ancora una volta tutto il suo talento, diventando uno dei peggiori incubi della difesa di Indiana che si è trovata molte volte in difficoltà nel marcarlo, a causa della sua estrema velocità e della sua abilità nel saper generare yard anche dalle corse. Resta il grande rammarico di averlo visto giocare con un quarterback che in questa stagione non ha fatto molto affidamento sul suo braccio e con un gameplan dove il running game ha sempre rappresentato la prima opzione.
Non va dimenticato che Toney è un freshman, per cui ha ancora 4 anni di eleggibilità e dovrà essere sicuramente un perno dell’attacco di Miami in futuro.

Mark Fletcher Jr.: l’altro protagonista dell’attacco di Miami è stato senza dubbio il junior di Fort Lauderdale, che ancora una volta ha creato problemi alla difesa avversaria con la sua velocità e la sua forza, sia con le inside run che andando più verso l’esterno. Questa è stata indubbiamente la sua miglior stagione e sarà interessante capire quali saranno le sue decisioni in questi primi scampoli di offseason, perché si avvicina la fine del suo periodo di eleggibilità per il college e un running back della sua caratura può far comodo a molte squadre in NFL.

Menzione di disonore - Carson Beck: purtroppo l’ex QB di Georgia finisce dalla parte sbagliata della storia. La sua stagione non è stata costellata da grandi cifre, ma sicuramente è stata caratterizzata da un’enorme solidità e potrebbe aver aumentato le sue chance di venire chiamato con le prime scelte al draft. L’unico “fantasma” che perseguiterà il povero Carson però è quello degli intercetti nei momenti cruciali. Nelle 3 sconfitte subite dagli Hurricanes in questa stagione infatti, Beck ha sempre avuto la possibilità di portare a casa il successo con l’ultimo drive, ma in tutte e 3 le occasioni ha lanciato per un intercetto che ha condannato la sua squadra a una dolorosa sconfitta.

✍️Loris Perego per L’intercetto.it
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