Otto settimane di NFL e siamo arrivati al punto in cui si può vincere senza completare un passaggio, perdere dopo essere stati avanti di due touchdown e segnare sei volte dopo aver regalato tre intercetti. Tutto nella stessa, pazza domenica, ovviamente. Poi arriva Chicago a chiudere il weekend e a ricordarci che, tra le tante domande di questa stagione, qualche risposta inizia a esserci. Via con i top e i flop di week 8!
TOP
N.1 I Chicago Bears
Partiamo proprio da loro. Andare a Seattle, contro i campioni in carica, e tornare con un 34-17 non è esattamente una formalità . Farlo controllando la partita, senza aspettare un miracolo nel finale, è un segnale ancora più interessante. Chicago sale sul 6-2 e lo fa con una prestazione molto raffinata e corale: Caleb Williams chiude 24/34 per 247 yard e un touchdown, ma stavolta non deve caricarsi sulle spalle tutto l’attacco. Una bella notizia, soprattutto per lui.
Il protagonista del secondo tempo è D’Andre Swift, autore di tre touchdown su corsa, tutti dopo l’intervallo: un’impresa che un giocatore dei Bears non realizzava dal 1977, quando a riuscirci era stato un certo Walter Payton. Non male come compagnia.
Dall’altro lato del pallone, la difesa impreziosita dall’arrivo di Jeffery Simmons, che si sente fin da subito (e si nota visivamente grazie ai manicotti arancioni), costringe Seattle a quattro punt e un field goal nei primi cinque possessi. Quando i Seahawks provano a rientrare, l’intercetto di Cam Lewis prepara il terzo TD di Swift e chiude il discorso.
Ecco, è soprattutto questo a colpire: Chicago non dà la sensazione di dover vincere sempre nello stesso modo. Williams può inventare, Swift può concretizzare e la difesa può togliere ossigeno agli avversari. Una settimana fa celebravamo Seattle per aver spento Mahomes; oggi i Bears meritano tutti i complimenti per averne ridimensionato l’entusiasmo.
N.2 Chiefs-Broncos
Se cercavate una partita da mostrare a qualcuno per spiegargli perché perdete il sonno dietro a questo sport, eccola. Kansas City era avanti 24-13 nell’ultimo quarto, con Denver in grande difficoltà (tre 3&out consecutivi) e Patrick Mahomes dalla parte giusta del punteggio. Insomma, una situazione in cui normalmente si può iniziare a cambiare canale. Normalmente.
Bo Nix trova però Nate Adkins per il touchdown che dà il via alla rimonta, poi Jaylen Waddle per i due punti aggiuntivi. Harrison Butker sbaglia dalle 54 yard e i Broncos impiegano appena due giocate per passare avanti: ricezione da 51 yard del rookie Jonah Coleman e corsa dello stesso Coleman per le cinque mancanti. Dal 24-13 al 24-28, con Kansas City costretta a inseguire.
Finita? Figurarsi. Mahomes riporta i suoi fino alla singola yard avversaria e sembra trovare persino il touchdown della vittoria, annullato però per una dubbia false start di Jaylon Moore. Ultima azione, quarto e goal: Mahomes rischia il TD del secolo, ma “almost is not enough”. Broncos 6-2, Chiefs 5-2 e sorpasso in testa alla AFC West. Il top va alla partita intera, perché una rimonta del genere e uno spettacolo del genere non meritano di essere raccontati soltanto dalla parte di chi vince. Ma se tifate Kansas City, capiremo perfettamente l’eventuale dissenso.
N.3 Joe Burrow e Cincinnati
Premessa obbligatoria: se concedi 36 punti ai Titans e hai bisogno dell’overtime per batterli, non puoi uscire dal campo pensando che sia andato tutto benissimo. Ma se il tuo quarterback risponde a tre intercetti producendo sei touchdown, forse qualcosa da celebrare c’è. Cincinnati vince 43-36 e Joe Burrow mette insieme 462 yard, cinque TD lanciati e quello decisivo segnato con le proprie gambe. Una domenica piuttosto impegnata.
Per la seconda settimana consecutiva i Bengals si trovano sotto 13-0. Stavolta, però, Tennessee continua a rispondere e Amani Hooker si prende addirittura tutti e tre gli intercetti di Burrow. Il numero 9 non si scompone: trova Tee Higgins per il pareggio nel finale e all’overtime decide che, per chiuderla, è meglio fare da sé.
Negli ultimi tre drive, tutti conclusi in touchdown, completa 15 passaggi su 16. Ecco la differenza tra una partita piena di errori e una partita buttata via: Burrow commette i primi, ma si rifiuta categoricamente di accettare la seconda. Bengals sul 5-2. Per correggere la difesa ci sarĂ tempo; nel frattempo, avere lui aiuta parecchio.
Honorable mention: il reparto corse di Tampa Bay, ma lo vediamo subito da un’altra prospettiva con il primo flop.
FLOP
N.1 Michael Penix Jr. e Atlanta
Ok il meteo molto proibitivo, ma si può perdere contro una squadra che non completa nemmeno un passaggio? Chiedete ad Atlanta, che esce da Tampa Bay con un 16-0 e parecchio, forse troppo materiale su cui riflettere. Baker Mayfield tenta tre lanci, non ne completa nessuno e vince comunque. Per trovare un’altra squadra capace di riuscirci bisogna tornare al 1974. Complimenti ai Bucs, ovviamente, ma qualcuno dall’altra parte dovrà pur sentirsi chiamato in causa.
Michael Penix Jr. chiude con una prestazione a dir poco da incubo con 8 completi su 24, 125 yard e QUATTRO intercetti. Quattro palloni regalati in una partita in cui gli avversari hanno sostanzialmente annunciato che avrebbero corso e basta. La pioggia battente e il vento complicano tutto, ci mancherebbe, ma non può diventare una giustificazione universale: cadeva anche sull’altro attacco, che però ha trovato delle eccellenti alternative.
Il problema, infatti, non è soltanto Penix. Tampa Bay corre per 324 yard, Atlanta non segna nemmeno un punto e la bella vittoria sui 49ers sembra già lontanissima. Un conto è non riuscire a imporre il proprio gioco; un altro è sapere perfettamente cosa proveranno a fare gli avversari e non riuscire comunque a fermarli.
N.2 I Dallas Cowboys
La settimana scorsa nei top, questa nei flop. Quale migliore descrizione per Dallas? Ci piacerebbe ricevere finanziamenti da Jerry Jones, ma non è così, almeno per oggi: evidentemente, però, tiene molto all’equilibrio della rubrica. Scherzi a parte, contro Arizona i Cowboys conducono 24-10 nell’ultimo quarto, poi 30-24 con poco più di un minuto da giocare. I Cardinals non hanno timeout e devono attraversare tutto il campo. Quale momento migliore per lasciare che Gardner Minshew, nuovo QB1 di Arizona, organizzi il viaggio?
Il quarterback guida un drive da 80 yard e trova Michael Wilson per il touchdown a sei secondi dalla fine. Chad Ryland sbaglia clamorosamente l’extra point e regala a Dallas un’altra possibilità : overtime, pallone recuperato dopo un three-and-out di Arizona, occasione per vincerla. Risposta dell’attacco? Un altro three-and-out! Ryland, al tentativo successivo, non sbaglia più: 33-30 Cardinals.
Quante opportunità sprecate. La difesa concede tre touchdown su passaggio a Minshew nel solo quarto periodo, l’attacco si spegne quando servirebbe chiuderla e nemmeno l’errore del kicker avversario basta a cambiare il finale. Dallas aveva avuto tutto il tempo per vincere questa partita. Il problema è che ne ha lasciato abbastanza anche ad Arizona.
N.3 Gli Indianapolis Colts, su ogni fronte
Il 42-7 subito a Jacksonville non lascia molto spazio alle interpretazioni. Indianapolis, “fresca” della cessione della super guardia Quenton Nelson a Seattle, perde la quarta partita consecutiva, scivola sul 2-6 e riesce a trasformare persino le poche cose buone in nuove occasioni per farsi male. Sul 21-0 per i Jaguars, la difesa recupera un fumble di Trevor Lawrence: finalmente una possibilità . Poco dopo, un passaggio di Daniel Jones attraversa le mani di Tyler Warren e finisce a Rayuan Lane III, che lo riporta per 92 yard in touchdown. Intervallo, 28-0. Grazie e arrivederci, anche se siamo solo a metà .
Prima ancora Jonathan Taylor, anche lui verso la trade, aveva perso un pallone tentando un passaggio laterale verso Josh Downs su una giocata costruita per sorprendere la difesa. Sorprendente, in effetti, lo è stata. Jones chiude con 144 yard, un touchdown e i soliti due intercetti, poi lascia spazio ad Anthony Richardson nel quarto periodo. Dall’altra parte Lawrence lancia tre TD e Jacksonville può permettersi di far riposare i titolari.
Attacco inconcludente, difesa travolta, errori individuali e giocate complicate eseguite peggio: scegliete voi da dove iniziare. Dopo il flop contro Tennessee sembrava difficile andare molto piĂą giĂą, ma Indianapolis ha deciso di raccogliere la sfida in maniera davvero egregia.
✍️Alessandro di Marzo per L’intercetto.it
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In pochi, ormai, lo possono scrivere e Noi ne andiamo Fieri!
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