NFL: Top e Flop di Week 7

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Sette settimane di NFL e Parigi ha ufficialmente messo “in the books" la sua prima gara, con Steelers-Saints 16-10 allo Stade de France. Poi sono arrivate le sorprese: una squadra che butta via 13 punti di vantaggio, un attacco che ritrova la corsa e un quarterback ritenuto bocciato che fa vincere i suoi. Eccoci dunque con i top e i flop di week 7: buona lettura!

TOP
N.1 Javonte Williams e i Dallas Cowboys

Una settimana fa raccontavo di un attacco spento, con Dak Prescott a 54 lanci e 4,8 yard a tentativo. Poi i Dallas Cowboys vanno a Philadelphia e si ricordano di avere un running back e, in generale, tanto talento offensivo. Javonte Williams chiude con 25 corse e 155 yard, il suo massimo in carriera, a 6,2 yard a portata, con il touchdown da 2 yard che sigilla il 38-21. Sono il numero più alto per un giocatore Dallas dalle 159 di Ezekiel Elliott nel 2016.
Il dato più bello, tuttavia, è un altro: era la sua prima partita stagionale con più di 20 portate, e il coaching staff ha finalmente continuato a chiamare corse su corse. Williams ha forzato otto placcaggi mancati, e la linea offensiva ha aperto buchi enormi. Ne ha beneficiato Prescott, praticamente mai sotto pressione: tre TD, due per CeeDee Lamb e uno per George Pickens.
Certo, gli Eagles erano senza tantissimi protagonisti e sembra abbiano gettato ogni spugna sulla stagione in corso, ma per Dallas è la prima vittoria in Pennsylvania dal 2021 e il 3-4 tiene viva la corsa alla NFC East, a una sola gara dai Giants. Quando vinci così, il resto passa in secondo piano.

N.2 I Seattle Seahawks
I campioni in carica arrivavano da due sconfitte consecutive, con qualche preoccupazione che inizia a girare da bocca a bocca… ecco, quale migliore risposta di un 20-3 ai Chiefs, la prima sconfitta stagionale di Kansas City. Il bello è che Seattle ha fatto qualcosa che a Patrick Mahomes non era mai accaduto: nessun possesso in red zone in una partita. Chiefs a 213 yard e 11 primi down, senza corse da 10 yard, senza passaggi da 20 e con due field goal sbagliati da Harrison Butker.
Partita da dimenticare anche per Kenneth Walker, grandissimo ex (ed MVP dell’ultimo Super Bowl vinto proprio con Seattle), che è stato limitato a sole 36 yard su 14 corse: dall’altro lato, un Jaxon Smith-Njigba formato MVP ha messo insieme 9 ricezioni per 150 yard. Seattle sale a 4-3 e ha ricordato a tutti che, con una difesa così, nessuno vorrà incontrarla a gennaio.

N.3 La rimonta dei Cincinnati Bengals
Primo tempo: Baltimore 13, Cincinnati 0, 59 yard totali per l'attacco dei Bengals e 43 per Joe Burrow. Secondo tempo: 35-0. Burrow passa dal disastro alla perfezione e chiude la seconda metà con 16/18, 249 yard e QUATTRO touchdown, con Ja'Marr Chase e Tee Higgins protagonisti di esplosioni su ogni drive. Cinque possessi, cinque touchdown, otto TD senza intercetti nelle ultime due gare.
La difesa di Cincinnati ha tenuto la partita aperta nel primo tempo, fermando i Ravens in entrambe le red zone, e ha firmato un quarto down decisivo con i Bengals avanti solo 14-13. Per Baltimore (senza Lamar Jackson, con Tyler Huntley) è la più grande sconfitta dell'era del Super Bowl da una squadra in vantaggio di almeno 13 al riposo, e la terza di sempre nella storia NFL. Cincinnati è 4-2, e la AFC North, con quattro squadre sopra il 50%, non ha proprio pace.

N.4 I New York Giants
Pensavate che Jameis Winston fosse il quarterback dei Giants? Aspettate, c'è John Harbaugh. Dopo l’infortunio di Jaxson Dart, il coach panchina Winston e consegna le chiavi al neo arrivato J.J. McCarthy, ex quarterback dei Vikings. Risposta: 27-21 ai Texans all'overtime, con McCarthy 20/28 per 252 yard e nessun turnover, e Cam Skattebo, rimesso in campo dopo la panchina, a 124 yard e un TD. Il suo 42 yard ha portato al TD decisivo e ha rimesso il pallone nelle mani giuste, proprio lui che era in testa tra i running back per fumble.
Il resto è la solita storia di Harbaugh: 188 yard di squadra su corsa, Malik Nabers con 7 ricezioni e 111 yard, e il touchdown decisivo di Devin Singletary all'overtime, quando bastava anche un field goal. I Giants sono 4-2-1 e primi nella NFC East, i primi dal 2016 a vincere con tre quarterback diversi prima di novembre. Che bella sorpresa!

FLOP
N.1 L’altro lato della Grande Mela, i Jets

Quando perdi contro una squadra che non ha mai avuto un vantaggio in stagione, qualcosa non va. Miami, 0-5 prima della partita, vince 28-25 al MetLife, con i legittimi fischi del pubblico già all'intervallo. Il momento chiave arriva alla fine del primo tempo: Aaron Glenn, a quanto pare non il mago del time management, usa tutti i timeout prima del riposo e lascia che i Dolphins scorrano il cronometro fino al touchdown di Malik Willis con sei secondi sul tabellone, per il 21-7. Da lì una ripresa parziale, ma un altro touchdown evitabile concesso a Caleb Douglas e la sconfitta che recita 28-25 I Jets sono 2-5, con Raiders, Chiefs e Bills nelle prossime tre. Ci sono lampi, con Omar Cooper Jr. oltre le 100 yard per la seconda settimana, ma la musica sembra non cambiare davvero mai.

N.2 I Carolina Panthers
Dopo il 59-37 della week 1 contro Chicago pensavo che i Panthers avessero toccato il fondo, ma evidentemente mi sbagliavo. Contro Tampa Bay sono sotto di 27 al riposo e chiudono 43-13, con un secondo quarto da 26 punti subiti. I Bucs corrono divinamente per 258 yard, quasi tutte con la difesa avversaria in apnea: Bucky Irving 106, Kenneth Gainwell 88, Sean Tucker 52 e 3 TD totali.
Non esente da colpe nemmeno Bryce Young, che chiude con tre turnover, incluso un fumble ritornato in touchdown da Calijah Kancey. Cinque sack subiti e quattro palle perse in tutto, mentre la difesa ha ormai subito 128 punti nelle prime tre partite in casa, il secondo peggior dato della storia NFL! Come se non bastasse, Taylor Moton è fuori a tempo indeterminato con una frattura al perone, e tra pochi giorni si va già a Green Bay.

N.3 I San Francisco 49ers
Era l'ultima imbattuta dell'NFC, e Atlanta ha rimesso le cose a posto con un 29-20. Brock Purdy, senza Mike Evans e con soli quattro ricevitori attivi, chiude 27/40 per 288 yard, un TD e due intercetti, raddoppiando in un colpo solo il totale stagionale. È la prima gara con più intercetti dal novembre 2025 per Mr Irrelevant. Il primo arriva quando prova a gettare via la palla e non la manda abbastanza lontano: Jessie Bates la prende. Il secondo, quando Kendal Daniels devia un lancio al centro e lo raccoglie con 2:34 da giocare e la vittoria ormai in tasca.
Ai Niners sono costati caro anche i fumble e il resto dei quattro turnover totali, che hanno regalato 13 punti ai Falcons nonostante 400 yard di attacco macinate. Il record è 6-1 e il bye arriva proprio a puntino per recuperare la condizione, ma il segnale è chiaro: con il solito carico di infortuni di SF, questo attacco è meno invincibile di quanto sembrasse. Mortali, ecco.

✍️Alessandro di Marzo per L’intercetto.it
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In pochi, ormai, lo possono scrivere e Noi ne andiamo Fieri!

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