NFL: Opinioni Non Richieste - Meriti, al massimo Colpe ma non Colpevoli.
Benedetto Super Bowl… Tante aspettative, a volte anche poca memoria ed accade che appena termina il “grande ballo” arrivano gli immancabili diti puntati, su giocatori, coach e la frase: “il più brutto Super Bowl di sempre…”
Come spesso mi capita di dire e di scrivere, ogni anno delle 32 franchigie solo Una riesce ad alzare il Lombardi Trophy e mi pare che spesso ce lo dimentichiamo. Certamente sono il primo a dire che il secondo è il primo degli sconfitti, e citando una frase famosa: “Vincere è l’unica cosa che conta”. Però da qui a far passare il tutto come colpa di Drake Maye se i Patriots sono stati sconfitti ce ne passa. Stessa cosa per la frase “Super Bowl brutto” (di sempre o meno).
Non riesco a capire perché di fronte ad una prova, soprattutto difensiva, maestosa dei Seattle Seahawks non si voglia riconoscere i meriti dei vincitori e anche qualche buona cosa fatta dagli sconfitti.
Iniziamo con il dire che anche Sam Darnold, che ha saputo trovare la redenzione nel giro di 24 mesi fino all’apice di questa notte, non ha fatto la sua migliore prestazione. Eppure adesso viene idolatrato, più grazie ai suoi compagni che per le sue giocate.
In fondo pensiamoci bene, dove sarebbe andato l’attacco dei Seahawks se non fosse stato per le corse, soprattutto nel primo tempo, di Kenneth Walker III?
Ad inizio del 3° quarto è stata interessante la statistica apparsa a schermo che indicava 126 yard prodotte da Walker e 126 dal resto del team. Ovviamente questa non è una colpa, anzi un merito di Seattle che ha avuto a disposizione un RB di sostanza, nonostante l’assenza dell’altro RB Zach Charbonnet. Questo evidenzia ancora di più l’ottimo lavoro dell’OC Klint Kubiak, che non a caso ha già siglato l’accordo con i Las Vegas Raiders per ricoprire il ruolo di Head Coach l’anno prossimo. E quale miglior biglietto da visita se non quello di un Super Bowl appena vinto?
Altro aspetto sull’offense di Seattle (che alcuni hanno criticato) è l’aver condotto una partita in modo accorto, per certi versi quasi prudente. Una colpa? Anche questa no, perché è più un merito aver saputo attendere, segnando anche 4 Field Goal prima di mettere a segno punti più pesanti a tabellone.
Oggi giorno spesso si vogliono (non io) i Coach che giocano il 4° down, ma non ha senso rischiare di cambiare l’inerzia ad un match che sta andando, anche se lentamente, dalla tua parte e quindi ben vengano 4 FG e quei pochi ma sicuri punti.
Per chiudere la parentesi sulla prestazione offensiva dei Seahawks va comunque dato il giusto merito ai Patriots che sono stati capaci di contenere, come nessun’altro in questa stagione, quel fenomeno di Jaxon Smith-Njigba che ha chiuso con sole 27 yard in 4 ricezioni, nonostante i 10 lanci verso di lui. Quindi da premiare la prestazione della secondaria di New England che, e soprattutto, con Christian Gonzalez ha tenuto “aperto” il match più in là possibile. Ecco, per Christian Gonzalez mi dispiace per l’epilogo amaro, perché almeno 2 dei 3 interventi di Pass Deflected sono pura poesia per un Defensive Back.
Arriviamo al tanto discusso e colpevolizzato Drake Maye. Prendere le statistiche a fine partita ha poco senso visto che nel garbage time ha migliorato, di molto, le yard lanciate. Resta una partita insufficiente e piena di errori, ma più che il Fumble o i (2) intercetti, di cui francamente solo il primo intercetto è (a mio avviso) imputabile a lui mentre negli altri 2 turnovers commessi si è praticamente trovato degli energumeni che a tutta velocità lo stavano placcando, quello di cui gli faccio una colpa è l’aver perso occasioni importanti per lanciare nelle poche situazioni in cui la OL l’ha difeso per più di 2 secondi. Ecco in quei frangenti si è, a mio avviso, visto che Maye non è ancora pronto per una sfida così importante. Non credo che manchi a livello tecnico, inoltre è giovanissimo e ha margini di crescita importanti, quello che è mancato è la leadership di condurre la squadra a qualche primo down che avrebbe ridotto i numerosi three-and-out.
Quello di cui Drake Maye avrebbe avuto bisogno sarebbe stato un running game come quello avuto da Sam Darnold.
Inutile girarci intorno, il running game dei Patriots è stato inconcludente. Se però guardiamo quanto fatto dal RB Rhamondre Stevenson nelle 3 partite di playoff precedenti, si capisce che a far la differenza è stata, ancora una volta, la bravura difensiva dei Seattle Seahawks e della loro difesa.
Se lo scorso anno abbiamo assistito al dominio difensivo di Philadelphia che, senza blitz, ha demolito sul nascere i tentativi di lancio di Patrick Mahomes, quest’anno sono stati molto spesso proprio i blitz a mandare al tappeto, con ben 6 sack, il povero QB Drake Maye. Modi diversi di intendere la pass rush, ma risultato finale praticamente identico. Quindi non capisco perché se a Mahomes sono state concesse le attenuanti di una OL incapace di proteggerlo, non si faccia lo stesso con Drake Maye?
Ricordiamo anche i meriti dei Patriots e di Coach Vrabel nel ribaltare record e stagione in soli 12 mesi. Quando nel 2024 New England aveva chiuso con un misero 4-13 e adesso ha finito la stagione 2025 con un Super Bowl giocato, una division vinta e un AFC Championship alzato al cielo.
Per concludere il discorso sul bello o brutto di un Super Bowl. Cosa è bello? Già qui si aprono almeno 2 scuole di pensiero.
Io preferisco partite che non vanno oltre i 40/50 punti totali, dove i pochi TD rendono significativa ogni segnatura, dove ogni down chiuso è un pezzo di campo conquistato. Altri amano i punteggi dove i 50 punti li fanno in un paio di quarti, dove ogni 3 minuti si assiste ad un Touchdown (che vale il giusto), in attesa della risposta che arriverà a breve. Ognuno ha il proprio bello già in queste 2 situazioni.
Preferisco difese forti, ad attacchi incontrastati. Una bella pass deflected ad una ricezione, un sack ad un lancio profondo, una corsa ad un passaggio, una I-formation ad una empty backfield… Sono comunque cose soggettive.
Diverso è il discorso se sia stato spettacolare o ancora meglio avvincente. Certo che un finale dove il destino del Lombardi Trophy viene scritto solo all’ultimo secondo rende memorabile un Super Bowl, ma è più una cosa sporadica che frequente. Per fortuna aggiungerei, anche perché altrimenti con l’abitudine anche questo senso di memorabile svanirebbe.
Con questo è tutto, non mi resta che augurarvi una buona e quanto più possibile rapida offseason, ringraziando chi ha letto L’intercetto.it e con la speranza di avervi (io e gli altri autori) accompagnato con passione in questa stagione di Football.
✍️Fabio Bertini - L’intercetto.it
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