College Football: Il Meglio di Week 3 (Recap e Analisi)
LSU (7) at Ole Miss (8) era la partita più attesa della settimana e non ha tradito le attese, regalando un match avvincente fino alla fine. Il risultato di 32 a 24 in favore di Ole Miss regala ai tifosi dei Rebels la rivincita nei confronti dell’ex Coach Lane Kiffin, ma al di là della querelle, che si protrae fin dalla scorsa stagione, questo successo pone Ole Miss ad autentica contender della SEC grazie ad una partita quasi perfetta fino al 3° quarto. Andiamo con ordine e parliamo di come si è sviluppato l’incontro.
L’inizio ha visto i padroni di casa (Ole Miss) dominatori del primo tempo, con un primo parziale che li ha visto andare sul 17 a 0, grazie a ottimi passaggi di Trinidad Chambliss, le ricezioni del WR Traylon Ray e del TE Caleb Odom oltre che ad alcune corse di Kewan Lacy.
Quasi sul finire del 2° quarto arriva il primo sprazzo di bel gioco dell’attacco di LSU, con una giocata di Sam Leavitt che si porta a spasso, da destra a sinistra, la difesa per poi lanciare a Winston Watkins Jr. e chiudere un fondamentale 3° down. Dal quale ne scaturirà il primo TD dei Tigers con la corsa, da 2 yard, di Dilin Jones. 7-17 Ole Miss.
Con meno di 2 minuti allo scadere del secondo quarto, un altro eccellente drive, guidato da Trinidad Chambliss, riporta sul +17 Ole Miss e si va all’intervallo sul 7-24, per i padroni di casa.
Sembra tutto fin troppo perfetto per una rivincita dei tifosi di Ole Miss nei confronti di Lane Kiffin e della sua LSU.
Ci pensa Chambliss lanciando un intercetto a ridare vita ai Tigers. È così infatti che LSU confeziona un 3° periodo fatto di 2 TD e un Field Goal, ad inizio 4° quarto, che riporta la situazione in perfetta parità. 24-24.
Ole Miss, nel terzo quarto, ha pagato oltremodo 3 episodi: l’intercetto già citato, un FG sbagliato e l’infortunio di Kewan Lacy che ne ha limitato le opzioni offensive.
Tutto sembra apparecchiato per il comeback di Lane Kiffin…
Finalmente Chambliss e tutto l’attacco dei Rebels torna a girare e a 6 minuti dal termine è lo stesso QB Chambliss che con una corsa indisturbata riporta avanti Ole Miss. Il Coach Pete Golding decide per la trasformazione da 2 che, anche agevolata da 2 penalità contro la difesa di LSU, va a buon fine per il +8 (24 a 32).
Lane Kiffin, a quel punto, sembra decidere per un drive capace di consumare i 6 minuti rimanenti e non dare la possibilità di replica a Ole Miss, scelta rischiosa anche per il fatto che oltre a fare un TD devono trasformare da 2 l’eventuale segnatura. Il drive di LSU procede bene e ad 1 minuto dal termine il QB Sam Leavitt decide di accelerare i tempi lanciando in endzone, la palla però prima colpisce il casco del DE Kam Franklin e poi arriva nelle mani del CB Jaylon Braxton che intercetta e chiude praticamente la sfida, sul risultato di 32 a 24 in favore di Ole Miss.
Senza quel 3° quarto, in cui l’intercetto di Trinidad Chambliss ha dato il via alla rimonta di LSU, la prestazione di Ole Miss stava rasentando la perfezione. 7/9 nelle conversioni di 3° down e oltre 250 yard conquistate dall’attacco dei Rebels avevano annichilito LSU. Senza contare una difesa di Ole Miss capace di chiudere ogni tentativo di passaggio del QB Leavitt.
Il 3° quarto però c’è stato e va dato merito a LSU di aver fatto ogni cosa possibile per rientrare in partita, riuscendoci in poco meno di 1 quarto.
Nel finale la scelta di Ole Miss di andare da 2 punti, forse perché il Coach Pete Golding sapeva che Lane Kiffin in caso di finale in parità avrebbe provato da 2, si è rivelata vincente anche grazie a 2 offside difensivi che hanno portato lo snap della palla a meno di 1 yard. Scelta comunque sempre discutibile a posteriori, perché può farti passare da fenomeno o fesso in un istante.
Lane Kiffin esce dal suo vecchio stadio con una sconfitta pesante in ottica SEC e con l’orgoglio ferito, perché, sono certo, avrebbe voluto, più di ogni altra cosa, uscire da vincitore dal Vaught–Hemingway Stadium.
Al di là della voglia di rivalsa tra Ole Miss e il suo ex Coach, questa partita ci consegna dei Rebels straripanti e capaci di puntare veramente in alto. Dall’altra parte LSU esce sconfitta, non solo nel punteggio, ma per 3 quarti di match in cui ha dato l’impressione di essere un gradino sotto rispetto a Ole Miss. Bella la rimonta, ma il passing game è rimasto spesso deludente e solo le corse di Sam Leavitt hanno fatto muovere la catena nelle situazioni più importanti.
Lane Kiffin dovrà riflettere, a mio avviso, se è stata giusta la scelta di lasciare un programma ormai maturo, per lanciarsi in un ambiente tanto prestigioso quanto ancora acerbo come quello di LSU. I Tigers potranno, nei prossimi anni tornare ai fasti di qualche stagione fa, ma per adesso non sembrano ancora una reale pretendente né per la SEC né per il Titolo Nazionale.
La sfida tra Florida State e Alabama (10), chiusa con la vittoria dei Crimson Tide per 50 a 36, ci ha dato indicazioni contrastanti. Se da un lato il QB Keelon Russell sembra migliorare in fretta, non sempre però le partenze di Alabama sono incoraggianti. Contro Kentucky, in week 2, erano partiti con 2 turnover commessi proprio dal giovane QB, contro FSU l'inizio a visto 2 Three-and-out e un solo FG nel primo quarto di gioco.
Se per adesso Alabama riesce comunque ad avere la meglio degli avversari, lungo il prosieguo del match, non è chiaro se potranno giungere alla vittoria anche contro avversarie di maggior livello.
C’è ancora una partita, relativamente semplice contro South Carolina e poi arriverà un filotto di match altamente impegnativi. Ad iniziare dalla sorprendente Mississippi State (fuori casa) per poi proseguire contro Georgia, Tennessee, Texas A&M e LSU. Per certe sfide Kalen DeBoer dovrà sistemare anche la fase difensiva, che al momento concede troppi big play e troppi punti.
Keelon Russell ha chiuso con 3 TD Pass per 320 yard lanciate e 1 TD su corsa da 57 yard.
Per i Seminoles la sensazione è di un programma in netto miglioramento, ma che ancora non merita di stare tra le Top 25 in questa stagione. Da qualche parte bisogna pur partire, quindi prendere ciò che di buono si è visto contro SMU e Alabama e correggere le lacune.
A proposito di Mississippi State che sta dimostrando un ottimo avvio di stagione, confermato anche sabato contro South Carolina, battuta per 41 a 34. I Bulldogs sono degli autentici corsari, perché dopo la bella vittoria esterna contro Minnesota hanno trovato un altro successo esterno in casa dei Gamecocks.
Kamario Taylor, QB di Mississippi State, inizia a farsi notare e in questa stagione da Sophomore ha già collezionato 10 TD Pass (4 dei quali contro South Carolina) ed un solo intercetto.
Adesso arriveranno altre partite impegnative che ci diranno per quanto e in quali posizioni i Bulldogs potranno restare nella Top 25, visto il probabile inserimento dopo questa vittoria.
LaNorris Sellers, QB dei Gamecocks, sembra non riuscire a migliorare rispetto alla sua prima ed incoraggiante stagione nel 2024. Per lui sono arrivati 2 TD Pass e altrettanti intercetti, un trend che inizia a pesare.
L’upset di giornata arriva da Texas A&M (9) che si fa battere, in casa, da Kentucky per 31 a 21. Onestamente non sono del tutto sorpreso da questa sconfitta. Con il Draft 2026 gli Aggies hanno perso numerosi talenti (10 giocatori scelti, record per l’università) e non facilmente o almeno immediatamente rimpiazzabili. Se poi ci mettiamo che il QB Marcel Reed non è certo una sicurezza nei lanci, ecco che la sconfitta era quantomeno ipotizzabile.
Buona la prova del QB, ex Notre Dame, Kenny Minchey autore di 2 TD, nessun intercetto e 252 yard lanciate in soli 14 completi.
Oltre ai problemi già citati di Marcel Reed, l’attacco di Texas A&M è risultato anche troppo monotematico con il WR Mario Craver autore di ben 11 ricezioni sulle 26 complessive.
Gli Aggies pagano una difesa colpevole di troppi tackle sbagliati e di coperture rivedibili. Tutto questo nella SEC è sinonimo, spesso, di sconfitta.
Clamoroso finale di partita per NC State che negli ultimi secondi, in vantaggio per 31 a 28 contro Vanderbilt commette un errore fatale e consegna la vittoria ai Commodores. Siamo sul 4° e 7 con 6 secondi al termine e NC State è sulle proprie 5 yard. L’obiettivo è far passare quei secondi sul cronometro, ma il QB CJ Bailey arretra in endzone e indeciso se inginocchiarsi e subire una safety, che comunque garantirebbe la vittoria, finisce per perdere l’ovale che subito viene ricoperto dalla difesa di Vanderbilt per i 7 punti del sorpasso decisivo. La pessima gestione finale ha condannato i Wolfpack ad una sconfitta dai contorni imbarazzanti.
Che Louisville (23) potesse essere una squadra di valore in questa stagione, l’avevo ipotizzato dopo la bella prestazione fatta contro Ole Miss in week 1. In quell’occasione i Cardinals persero per soli 3 punti contro i Rebels.
Sabato contro SMU (16), Louisville si è presa una bella rivincita vincendo la prima partita di Conference (ACC) per 41 a 31.
Eccellenti le prove del RB Keyjuan Brown con 2 TD su corsa e 163 yard in 10 portate e del DB Kaleb Beasley autore di 2 intercetti fondamentali.
Tra SMU e Louisville hanno corso complessivamente 522 yard, resta da capire dove iniziano i meriti dei RB e dove i demeriti di entrambe le difese.
le altre in Breve:
- Successo di misura per Texas Tech (13) che batte per 28 a 26 Houston (22).
- Oregon prova a cancellare il ricordo, amaro, di week 2 demolendo per 84 a 0 i poveri Portland State, ma le vittorie di Lan Lenning devono essere altre e non queste.
- Vittoria per 33 a 20 di Miami (5) su Wake Forest, con il QB Darian Mensah che fissa un nuovo record per la ACC con 24 passaggi completati consecutivamente. Una macchina praticamente infallibile. Se l’avesse fatto Arch Manning…
- Con un po’ di sofferenza iniziale, Notre Dame (3) batte per 27 a 10 Michigan State.
- Vittorie facili per Georgia (2), Texas (1), Ohio State (6) ed Indiana (4).
✍️Fabio Bertini - L’intercetto.it
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In pochi, ormai, lo possono scrivere e Noi ne andiamo Fieri!