College Football: Il Meglio di Week 1
L’inzio “vero” della stagione di College Football si apre con LSU (tanto chiacchierata) che domina schiantando una ormai irriconoscibile Clemson, Michigan vince all’ultimo, discusso, secondo e Curt Cignetti insoddisfatto tira le orecchie ai suoi. Ma adesso iniziamo con le analisi delle migliori partite.
Western Michigan at Michigan (16) doveva essere la classica sfida per mettere in luce i Wolverines e per dare il primo slancio ad una stagione con tante incognite ad iniziare dal nuovo Coach Kyle Whittingham. Invece, oltre a mettere in risalto i numerosi problemi ancora presenti ad Ann Arbor, si è chiusa con l’episodio tanto discusso dell’ultimo secondo concesso, dalla Crew arbitrale, a Michigan e il successivo Hail Mary Pass di Bryce Underwood che ha portato alla sofferta vittoria sui Broncos per 13 a 12.
L’incontro ha visto i Wolverines in difficoltà sia nel produrre yard con l’attacco, sia nel contenere adeguatamente l’attacco dei modesti Broncos. Per non parlare dei vari errori che hanno tenuto in partita WMU fino al sorpasso nell’ultimo quarto che vedeva, clamorosamente avanti per 12 a 7 i Broncos.
A quel punto con soli 35 secondi i Wolverines hanno provato gli ultimi disperati lanci e a 7 secondi l’Hail Mary che “sembrava” terminato fuori insieme al cronometro che diceva 0:00.
Quindi incredibile e storico Upset per Western Michigan, così aveva detto il campo e così meritava di terminare il match.
La Crew però è andata a rivedere il momento in cui il difensore di WMU, già fuori dal campo, tocca la palla. Il “già fuori dal campo” è importante, perché fa sì che, a termini di regolamento, il suo tocco sull’ovale determini lo stop del cronometro e non necessiti di attendere che la palla termini a terra. Però dalle immagini TV dei replay che inquadravano anche il cronometro a bordo campo (l’unico valido ufficialmente) si vede che la palla è ancora in aria quando il tempo arriva a zero!
Perché quindi il Referee ha deciso di settare il tempo con ancora 1 secondo di gioco? Risposta di pancia: Perché è Michigan e si deve provare a fare di tutto per non farle perdere la prima partita della stagione.
Risposta “corretta” successiva: Perché, come comunicato dalla stessa Big Ten, i video del circuito con cui gli arbitri rivedono le azioni era sincronizzato diversamente (pochi fotogrammi) rispetto alla sincronizzazione delle immagini TV e dell’orologio a bordo campo. Quindi sullo schermo del Referee il pallone viene toccato dal difensore di WMU prima che il tempo arrivi a Zero secondi. Per informazione questi video sono stati inviati, dalla stessa Big Ten alla MAC, la conference di appartenenza di Western Michigan.
Ora detto che a termini di regolamento è stato giusto giocare un’ultima azione con 1 secondo rimanete, resta il fatto che non si capisce come sia possibile che il sistema video della TV sia non sincronizzato come quello del circuito per la review.
Alla fine tutta l’america ha visto che il tempo era scaduto, ma gli arbitri hanno visto altro. Non parlo di malafede, parlo solo che non è ammissibile questo.
Comunque quello che rimane è una sensazione di torto subito da parte di Western Michigan, privata di una vittoria storica e dall’altra parte il programma dei Wolverines in enorme difficoltà e che se non corretto subito farà scottare fin da subito la panchina del nuovo HC Kyle Whittingham. Resto dell’idea che basterà attendere solo sabato prossimo per vedere la prima sconfitta di Michigan, ovvero nella sfida contro Oklahoma di settimana prossima.
In Big Ten non soffre solo Michigan, ma anche Oregon (2) che per poco non rischia di farsi battere da Boise State.
I Ducks, considerati tra i maggiori pretendenti al Titolo, dai soliti e inutili (spesso) analisti, ha dovuto sudare le proverbiali 7 camice per avere la meglio di Boise State, spuntandola solo nell’ultimo quarto, per il risultato finale di 34 a 27.
Dante Moore ha certamente disputato un’ottima partita, ma nel complesso, ad Oregon, è mancata soprattutto la difesa che in diverse occasioni ha concesso fin troppi big play al gioco aereo dei Broncos.
Dan Lanning, HC di Oregon, non è stato il debutto stagionale che si aspettava, sicuramente può contare su un ottimo roster, ma che non pare girare al meglio sia nel gioco di corsa che con la difesa. Mi aspetto, anche alla luce di quanto visto sabato che il ranking riposizioni qualche casella più in basso Oregon, perché la vittoria sofferta contro Boise State è molto più vicina ad una mezza sconfitta.n
LSU e Lane Kiffin negli ultimi tempi sono stati sotto il bersaglio di molte critiche e pesanti minacce da parte della NCAA e SEC, per il “caso” dei giocatori di ritorno dalla NFL che volevano inserire a roster, ovvero il TE Dae’Quan Wright e il DT Zxavian Harris. Per la vicenda scriverò un articolo a parte, perché ci sono molte cose da chiarire a riguardo, basti comunque dire che sabato entrambi erano stati esclusi dal roster, nonostante la sentenza a loro favore da parte di un giudice della Louisiana.
Fatta questa premessa, LSU (11) aveva sulla carta, o forse più sulla storia recente, un match che poteva essere complicato contro Clemson. Alla fine però la formazione di Lane Kiffin è sembrata giocare più contro una piccola università delle Group of 6 che contro la Clemson che fino a pochi anni era tra i migliori programmi di Football della Nazione.
Il successo per 51 a 10 chiarisce solo in parte la disparità del talento in campo. Il QB di Clemson Christopher Vizzina è parso inadatto a certi palcoscenici e solo pochi anni fa non si sarebbe mai sognato, Dabo Swinney, di schierare un così scarso QB in campo. Certo non è stato solo il QB Vizzina a deludere, ma anche il running game di Clemson. In difesa, almeno contro il Passing game di Sam Leavitt, la squadra di Dabo Swinney ha saputo contenere LSU.
Come dicevo in apertura, Curt Cignetti a fine della partita, vinta da Indiana (6) su North Texas per 52 a 16, non era entusiasto della prestazione dei suoi. In particolare il Coach si è dichiarato non contento delle tante penalità commesse, del running game non sempre efficace e dei numerosi tackle mancati. Questa disamina di Cignetti mi piace molto, preché fa capire quanto, nonostante la vittoria del Titolo Nazionale, lui sia rimasto con i piedi per terra e consapevole che serve raggiungere la perfezione (o quasi) per provare a ripetersi anche quest’anno. Sono certo che altri coach certe analisi dopo una vittoria così non le farebbero, coach che credono di essere arrivati anche senza aver ancora vinto niente o quasi.
Va bene così comunque, perché questa probabilmente sarà la forza di Indiana anche per questa stagione.
Da segnalare un paio di belle giocate, come la ricezione, ad una mano, in end zone del WR Marsh e uno dei 2 TD su ricezione di Charlie Becker che mi hanno ricordato quello della vittoria all’ultimo secondo contro Penn State lo scorso anno.
North Texas ha fatto una buona partita e ha sicuramente dato l’impressione di poter ripetere anch’essa la bella stagione fatta nel 2025.
Nella notte tra domenica e lunedì (in Italia) si sono giocate anche altre partite molto interessanti.
Ole Miss (9), seppur in casa, ha faticato non poco a superare Louisville (24) per 41 a 38. Successo arrivato solo negli ultimi 3 secondi grazie al Field Goal, da 48 yard, calciato dal Kicker Lucas Carneiro.
Sicuramente non un bel debutto per i Rebels, che hanno commesso vari errori in attacco (1 intercetto e 1 Fumble del QB Chambliss) e soprattutto hanno concesso, veramente troppo, all’attacco di Louisville con un complessivo di 469 yard.
Vero che ad inizio stagione è difficile stabilire se Louisville sia o meno un’Università da Top 25 e quindi questo ridimensiona il tutto, ma è chiaro che una squadra come i Rebels, che nel 2025 ha raggiunto i playoff, non possa rischiare la sconfitta, oltretutto in casa, se ha ambizioni di playoff o di vincere la SEC.
Il QB Trinidad Chambliss ha fatto anche ottimi lanci, come ci si aspettava, ma nel complesso non è stata certo una partita adeguata al suo talento. Stessa cosa si può dire del running game di Ole Miss che con Kewan Lacy, RB considerato tra i migliori di questa stagione Collegiale, ha prodotto sole 61 yard.
Nemmeno il debutto di Notre Dame (4) è stato particolarmente entusiasmante, contro Wisconsin. Se non altro almeno i Fighting Irish hanno saputo allungare in modo netto nel secondo tempo e chiudere il match con il risultato di 41 a 13.
Nei primi 2 quarti era sopra di soli 3 punti, 13 a 10, grazie soprattutto all’errore dei Badgers su un punt e la conseguente posizione agevole data a Notre Dame.
CJ Carr, dato tra i favoriti per l’Heisman non ha fatto faville, chiudendo con stat modeste: 19/29 per 239 yard e 2 TD.
Ben più preoccupante, per i Fighting Irish sono le 217 yard su passaggio concesse all’attacco di Wisconsin, che però non ha saputo tradurle in punti a tabellone, soprattutto negli ultimi 2 quarti di partita.
Ottimo debutto del nuovo Coach di Penn State (18) Matt Campbell (ex Iowa State) e prestazione eccellente anche per il QB Rocco Becht, anch’esso proveniente dai Cyclones. Il 45 a 0 su Marshall non ha certamente un grande valore ma, rispetto allo scorso anno, servono anche queste vittorie per motivare l’ambiente.
Vittorie facili per Ohio State, Texas, Alabama, Georgia, Tennessee, Oklahoma, Miami, Texas A&M, BYU. Risultati tanto netti quanto inutile il loro racconto. Basta segnalare che i WR Jeremaiah Smith di Ohio State e Malachi Toney hanno fatto numeri straordinari, con 151 yard e 2 TD per il primo e 234 yard e 3 TD per il secondo. Che possa scapparci l’Heisman tra questi 2 ricevitori?
✍️Fabio Bertini - L’intercetto.it
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In pochi, ormai, lo possono scrivere e Noi ne andiamo Fieri!