C’è chi cade e chi si rialza. Non si può mai star sereni in questa stagione di College Football e quindi dopo un bel successo, come quello di BYU settimana scorsa, ecco che arriva la sconfitta inaspettata. Oppure avviene la redenzione, come nel caso di Texas che dopo 2 sconfitte trova la vittoria contro Ole Miss. Andiamo con ordine ed ecco il racconto di Week 8.
Al Darrell K Royal–Texas Memorial Stadium Ole Miss (7) si presentava con la speranza di allungare la striscia di sconfitte di Texas (19). Infatti i Longhorns erano reduci da 2 sconfitte consecutive (Oklahoma e Florida) che li avevano fatti passare dalla posizione numero 1 alla numero 19 del ranking. Per Steve Sarkisian (Head Coach) era fondamentale vincere per continuare a perseguire l’obiettivo playoff. Alla fine la spunta Texas con il risultato di 34 a 27, ma se si considera che avevano chiuso il primo tempo, sul più rassicurante, 24-3 è evidente che certi problemi, ai Longhorns, non siano ancora passati.
Analizzare la prestazione di Texas è, come sempre, difficile. Un primo tempo dominato su entrambi i fronti, ed in particolare per la prova difensiva che ha saputo concedere solo 3 punti ad uno dei migliori attacchi della nazione come quello di Ole Miss. Nel terzo quarto però si sono rivisti i soliti backout che la squadra di Sarkisian ormai ci ha abituato. Ed ecco che in poco più di un periodo di gioco, sono passati dal +21 alla parità sul 24-24. Complici di questa rimonta dei Rebels sono stati il fumble commesso da Arch Manning e ricoperto in endzone da Ole Miss, oltre ad altri 3 drive in cui Texas non ha realizzato punti e guadagnato 31 misere yard.
Dall’altra parte intanto Ole Miss avanzava fino al pareggio e poteva andare anche in vantaggio quando, nei primi minuti dell’ultimo quarto, l’intercetto lanciato da Manning ha dato a Ole Miss il possesso per il possibile vantaggio. A quel punto la difesa di Texas è sembrata ritornare quella del primo tempo e con ottimi interventi è riuscita a respingere gli attacchi di Trinidad Chambliss e compagni.
I Longhorns poi, con un bel drive di 80 yard, hanno saputo, grazie ad una corsa di 1 yard di Arch Manning, fare l’allungo decisivo.
Con questa (sudata) vittoria Texas si riporta in corsa playoff, ma sarà necessario perdere il vizio di questi vuoti durante le partite. Cose già successe nel primo tempo contro Ohio State, nell’ultimo quarto contro Oklahoma, nel secondo tempo contro Florida e nel terzo quarto contro Ole Miss.
Il calendario per i Longhorns presenta ancora sfide difficili, come le 2 trasferte contro Missouri e LSU. I Playoff o meno per Texas passeranno sicuramente da quelle 2 partite.
Ole Miss dal canto suo non è esente da critiche e in un match che ha visto il suo QB, Trinidad Chambliss, sottotono c’è da chiedersi se siano in grado di restare nei 12 per i playoff. Per Chambliss 2 TD Pass ma anche 3 intercetti inoltre niente di buono in scramble. Per i Rebels ha pesato oltremodo la non perfetta condizione del RB Lacy che nel corso della partita ha subito anche un infortunio.
Indiana (6) doveva dare segnali di ripresa dopo la sconfitta contro Ohio State, ma la prestazione degli Hoosiers contro Michigan non è stata incoraggiante. La vittoria alla fine (all’Overtime) è arrivata per 13 a 6, ma la sensazione è quella che già si era avuta contro i Buckeyes. Ovvero che quest’anno l’attacco di Indiana non è nemmeno lontano parente di quello visto nel 2025. Josh Hoover non è Mendoza ed inoltre il pacchetto di runningback non produce le yard che erano abituali produrre Roman Hemby e Kaelon Black.
Contro i Wolverines è stato grazie alla difesa degli Hoosiers se Curt Cignetti è riuscito a strappare la vittoria nella Big House.
Per Michigan il problema QB resta anche dopo il cambio di starter, in quanto anche Tommy Carr (fratello di CJ Carr di Notre Dame) non ha ancora le capacità o meglio dire l’esperienza per portare a casa queste partite.
In particolare i Wolverines, a mio avviso, avrebbero dovuto alternare i 2 QB. Caso emblematico è stato alla fine dell’ultimo quarto quando, a 3 yard dalla endzone Tommy Carr si è fatto sackare e costretto Michigan ad andare per il Field Goal del pareggio prima dell’overtime. In quel frangente le buone doti di scrambler di Bryce Underwood avrebbero potuto risultare decisive per la vittoria.
Per BYU (2) non c’è stato nemmeno il tempo di assimilare la bella vittoria contro Notre Dame che è arrivata immediata la doccia fredda con la sconfitta, per 39 a 31 al 2° OT, contro UCF.
Il QB dei Cougars Bear Bachmeier non è stato spumeggiante come al solito, anche se ha comunque realizzato 2 TD su passaggio ed 1 su corsa. Quello che è sembrato mancare a BYU è stata la difesa, che per tutta la partita ha subito il gioco aereo e non solo del QB Keyone Jenkins.
Da sottolineare anche le prove di 2 WR, Kyler Kasper (BYU) 129 yard e 1 TD e Tyren Hornes 137 yard, di cui una ricezione da 56 ma nessun TD.
Per BYU questa sconfitta divisionale li fa scendere dalle “nuvole” e iniziare a pensare nuovamente alla Big 12 per ottenere il pass per i Playoff. Questa battuta d’arresto farà cancellare a molti membri del comitato CFP della vittoria contro Notre Dame e quindi la testa deve andare alle prossime sfide ed in particolare a quella contro Utah che sembra già essere un Championship anticipato della Big 12.
A proposito di Big 12 da menzionare è il match che si è disputato tra Houston (14) e Utah (10) vinta proprio dagli Utes per 21 a 13. Per i padroni di casa di Utah succede tutto nel finale, è infatti tra il 3° e 4° quarto che arrivano tutti i 21 punti. In particolare il QB Devon Dampier (Utah) si fa perdonare i 2 intercetti lanciati in partita, con altrettanti TD su corsa. L’ultimo, che risulterà decisivo, arriva grazie al fumble commesso dal QB di Houston, Conner Weigman, che, sul tentativo di sack del difensore Jackson Bennee, perde palla, la quale viene prontamente ricoperta da Utah. Sulle 9 yard avversarie è quasi un gioco da ragazzi per Dampier andare in TD.
Alla fine saranno 150 le yard guadagnate con le proprie gambe dal QB Devon Dampier.
Utah si porta così sul 4-0 in conference ed aspetta
South Carolina ci ha preso gusto a battere le squadre nel Ranking, e dopo Florida arriva la vittoria su Tennessee (11).
Un successo, per 27 a 24 che arriva dopo un vantaggio iniziale (14-0) dei Gamecocks, che però si fanno rimontare dai Volunteers e nel solo secondo quarto subiscono 21 punti. Sembrerebbe la consueta sconfitta di South Carolina, spesso brava ad andare al comando per poi subire la rimonta. Invece questa volta è Tennessee, che sul 24 a 17 rovina tutto negli ultimi 2 drive dell’ultimo quarto. Prima un turnover on downs, poi un Fumble consegnano a South Carolina 2 drive che sfrutta segnando 10 punti per il successo finale.
Tennessee resta una buona squadra, che vive delle corse del suo RB DeSean Bishop, ma che ancora, nonostante i miglioramenti, non riesce ad affidarsi completamente al giovane (Freshman) QB George MacIntyre.
Per i Gamecocks a brillare è il talentuoso LaNorris Sellers autore di 1 TD su Passaggio e 1 intercetto, ma soprattutto di 2 TD su corsa, di cui uno da 31 yard per un totale di 96 yard prodotte via terra.
Sellers è un QB dall’enorme potenziale e che potrebbe fare il “botto” anche al piano superiore, ma che necessiterebbe di affinare le sue lacune, come un non rapido processo delle letture e la mancanza di precisione sul corto raggio. Fisicamente però è in grado di mettere in confusione le difese avversarie con i suoi scramble oltre ad un ottimo braccio capace di colpire sul profondo.
Le altre in breve…
- Altra sconfitta illustre di giornata è Texas Tech (8) che si fa battere 37 a 24 da Cincinnati.
- LSU (18) travolge Auburn per 38 a 17. Auburn che ricordo nello scorso week era riuscita a battere Georgia. Per LSU saranno le prossime partite, rispettivamente contro Alabama, Texas e Tennessee a definire la loro stagione.
- Alabama (13) intanto riesce ad avere la meglio su Texas A&M per 31 a 20, ma è solo l’ultimo quarto che regala il successo ai Crimson Tide.
- Sconfitta per 24 a 7 di USC (16) per mano di Wisconsin. Per i Badgers decisiva la prova difensiva che ha messo a segno ben 5 Sack e 9 TFL.
✍️Fabio Bertini - L’intercetto.it
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In pochi, ormai, lo possono scrivere e Noi ne andiamo Fieri!
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